Il ministro della Sanità raschia il fondo del barile istituzionalizzando la delazione. Da oggi i vicini potranno segnalare chi organizzerà "feste" in casa

Ora il ministro Speranza si appella agli spioni per combattere le feste: “Ci saranno segnalazioni”

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Nella vita ci sono cose fondamentali e cose che non sono fondamentali, su questo siamo convinti che possa arrivarci chiunque. Ma quando deve essere un governo, o nella fattispecie un ministro (votato da una fetta quasi irrilevante di persone, tra l’altro) a dover decidere cosa rientra nel primo insieme e cosa rientra nel secondo, vuol dire che siamo arrivati ad un punto di non ritorno per la democrazia e le libertà personali di tutti noi.

Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza si è esibito in uno spettacolo al quale avremmo evitato volentieri di assistere, toccando probabilmente il punto più basso della politica italiana dal dopoguerra ad oggi. Eppure avevamo superato la Guerra Fredda, gli Anni di Piombo e le bombe della mafia, peccato che il Covid abbia sparigliato le carte in tavola e ci abbia fatto tornare indietro di non si sa quanti decenni.

Il ministro, commentando a “Che tempo che fa” il nuovo editto che emanerà il premier Giuseppe Conte, si è voluto soffermare sulla stretta alle feste, anche a quelle private: “Io ho proposto che vengano vietate tutte le feste, che in questo momento possono essere evitate. Andare a scuola è una cosa fondamentale, andare a lavoro è fondamentale”. Tralasciando il fatto che neanche al più irresponsabile dei consiglieri comunali verrebbe mai in mente di proporre di vietare ai cittadini qualcosa ledendo ogni sorta di diritto sancito dalla Costituzione, il delirio del ministro continua: “Quando c’è una norma, questa va rispettata e gli italiani hanno dimostrato di non aver bisogno di un carabinieri o di un poliziotto a controllarli personalmente. Ma è chiaro che aumenteremo i controlli, ci saranno le segnalazioni”. Ma allora che senso ha sguinzagliare addirittura l’Esercito per le strade se gli italiani sono così responsabili? Non bastavano le salatissime multe?

Ma non facciamoci trascinare dalla rabbia e scendiamo nei particolari. In pratica, Speranza si è appellato pubblicamente agli italiani chiedendogli di fare i delatori, gli spioni. E così da oggi, da domani e fino a non si sa quando, il vostro vicino o, magari, qualcuno a cui state sui cosiddetti, potrebbe chiamare la polizia o i carabinieri perché secondo lui nella vostra casa c’è più movimento del solito. E, di conseguenza, spetterà alla discrezionalità del carabiniere o del poliziotto che avrà il compito di bussare alla vostra porta decidere se effettivamente in casa c’è una festa o meno e quindi comminarvi una bella multa. Tutti sappiamo che nessuna autorità può entrare in casa senza un mandato, e proprio per questo viene in mente un’altra normativa che in questo caso assume contorni decisamente inquietanti: la flagranza di reato. Se secondo le forze dell’ordine in casa vostra c’è una festa, in quanto colti in flagrante, gli agenti potrebbero fare irruzione in casa vostra anche senza un mandato.

Quale sarà il criterio per stabilire cosa è una festa e cosa no? Potremmo decidere di premiare colui che riuscirà a dare una risposta sensata a questa domanda, tanto ormai siamo abituati alle più demenziali assurdità.

Beh, diciamo che i paragoni con la società delineata da Orwell sono diventati abbastanza pedanti, ma forse neanche il genio britannico sarebbe potuto arrivare ad immaginare una situazione così grottesca e paradossale. Da marzo ad oggi Giuseppe Conte ed i suoi sodali, elettori inclusi, hanno creato un pericolosissimo precedente per la democrazia italiana, a patto che esista ancora.

Da un lato abbiamo un governo preso da deliri di onnipotenza, in cui il Presidente del Consiglio assume il ruolo di despota, uno strano Sultano che decide di emanare restrizioni in base a dei numeri estrapolati dal loro contesto razionale ed è pronto a qualsiasi cosa pur di far sì che i suoi Decreti vengano rispettati. Dall’altro lato abbiamo i cittadini che ormai, bombardati da notizie, dichiarazioni pittoresche e titoli allarmastici, non sanno più a cosa diavolo credere ed iniziano a non capirci più un accidente.

Nelle scuole i professori di Diritto ci insegnano fin da ragazzi che la legge è importante e va rispettata, ma soprattutto che la nostra Costituzione è la più bella del mondo. Sarà una leggenda? Chissà. Di leggi, anzi, di Dpcm ad  oggi ne abbiamo visti Dio solo sa quanti e la Costituzione è solo un libraccio da calpestare ogni giorno in nome dell’Emergenza Sanitaria.

Chi se ne frega se sempre più esperti si tirano fuori dalla cloaca affermando che ad oggi, per fortuna, in Italia non esiste emergenza. Chi se ne frega se il Governo è incapace di investire nei settori per far ripartire il Paese e si limita ad utilizzare soltanto patetici slogan, promesse da cialtroni e multe. Chi se ne frega se la politica non ha neanche ascoltato chi chiedeva di investire sulla sanità al fine di poter processare più tamponi ed aver un maggiore tracciamento dei contagi. E chi se ne frega delle libertà degli italiani, tanto eccoci qua buoni e zitti mentre una banda di rimediati al governo della Nazione ci toglie tutto e tra poco si arrogherà anche il diritto di entrarci dentro casa per verificare se abbiamo abbastanza paura di vivere.

Dopo Prodi, Monti e Renzi credevamo di aver visto abbastanza, è evidente che ci sbagliavamo di grosso. Di Speranza ormai c’è rimasto solo il cognome del ministro.

 

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