Prima lo scandalo Palamara, ora quello sul processo Mediaset-Agrama. I cittadini stanno perdendo fiducia nella magistratura, serve urgentemente una riforma

Ormai è chiaro: serve una riforma della giustizia

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Ore buie per la magistratura italiana, notte fonda per la democrazia repubblicana. Mai come in queste settimane il sistema della giustizia è stato così sotto torchio: prima lo scandalo Palamara, ora il caso che fa discutere la Nazione da nord a sud è quello legato al processo Berlusconi.

Il processo, secondo quanto affermato in questo audio da Amedeo Franco (uno dei due magistrati che giudicarono Berlusconi), sarebbe stato “una porcheria”, ovvero pilotato dall’alto per eliminare politicamente Berlusconi che infatti, nel novembre 2013, venne dichiarato decaduto dal senato e, nel marzo 2014, fu addirittura interdetto dai pubblici uffici per due anni.

Nello specifico, per i giudici che nel 2013 condannarono Berlusconi in via definitiva per frode fiscale, Mediaset aveva gonfiato i prezzi dei film americani che passavano sui suoi palinsesti attraverso un meccanismo che “produceva effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende” dell’orbita dell’ex presidente del Consiglio. La piramide ricostruita dai magistrati si basava su una sorta di “socio occulto”, ovvero il mediatore Farouk Agrama. Inutile dire come quella condanna si abbatté come una scure sul Cavaliere e sul suo partito, provocando danni d’immagine ed elettorali incalcolabili.

La condanna del 2013, secondo quanto sostenuto dai legali del Cav, sarebbe stata rimessa in discussione da una recente sentenza del Tribunale di Milano. Luogo in cui il giudice Damiano Spera ha scritto che la mediazione di Agrama non era fittizia e i contratti erano effettivi. Secondo la difesa del presidente di Forza Italia, questa sentenza offrirebbe una ricostruzione totalmente diversa dalla condanna di 7 anni fa. Non a caso, come rivelato da Il Giornale, sarebbe stata inviata a Strasburgo (sede della Corte Europea) insieme all’audio del giudice Franco.

L’emergere di questi nuovi particolari ha smosso le coscienze dell’opinione pubblica e della politica, addirittura Matteo Renzi ha chiesto che venga fatta chiarezza. Ma i più inferociti sono sicuramente quelli di Forza Italia: “Ma chi è che dall’alto ha deciso che la Cassazione doveva condannare Berlusconi? Chi era il regista del complotto che ha cambiato la storia della politica italiana degli ultimi anni? Un vero colpo di Stato giudiziario”. Si chiede Antonio Tajani, che poi aggiunge: “Un golpe giudiziario non solo contro Berlusconi ma contro la democrazia del nostro Paese”.

E, se tutto ciò venisse confermato, non si potrebbe in alcun modo dare torto alle parole di Tajani. Non possiamo rischiare che tra vent’anni, come oggi si parla di Craxi e del massacro mediatico, giudiziario e politico da lui subito, si parli di quello subito da Berlusconi. Oltre a sancire la definitiva morte dello Stato di diritto, sarebbe l’ennesimo schiaffo alla democrazia del nostro Paese, già di per sé piuttosto tremebonda.

Ormai è chiaro che il ‘sistema giustizia’ non gode più della piena fiducia da parte dei cittadini italiani, per questo serve una riforma urgente che faccia piazza pulita. Le commistioni tra magistratura e politica non sono una favola e il processo Mediaset-Agrama, se un domani venisse accertato che fu pilotato dall’alto per perseguire fini politici, ne sarebbe solo un’altra prova concreta.

A proposito, come riportato da Libero in questo articolo, Luca Palamara afferma di sapere molti dettagli a riguardo del processo Berlusconi. Vedremo ora cosa uscirà fuori da questa oscura vicenda.

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