Orte: contro la chiusura delle scuole i genitori scrivono a Mattarella

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Chiusura delle scuole ad Orte: i genitori sul piede di guerra hanno deciso di interpellare il presidente della Repubblica Mattarella.

Parte così sia una nota ufficiale all’indirizzo del Capo di Stato che una raccolta firme che ha già raggiunto oltre trecento nominativi.

Ecco il contenuto della richiesta:

“Siamo un gruppo di genitori di alunni delle scuole site nel comune di Orte dove, tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sono stati chiusi con ordinanze del Sindaco dal 02.11.2020 al 15.11.2020 a dispetto di quanto disposto dal DPCM del 3 novembre 2020 e dai provvedimenti finora adottati dalla Regione Lazio.

E’ da premettere che le scuole di Orte, erano già state aperte con grave ritardo rispetto alla data di avvio dell’anno scolastico regionale, il 28 settembre, sempre a causa di un’ordinanza comunale emanata, tra l’altro, in una situazione decisamente più tranquilla di quella attuale in termini di emergenza epidemiologica da COVID 19, motivata con vaghi riferimenti alle misure di contenimento del contagio ed altri aspetti non meglio circostanziati.

Avverso a tale ordinanza, era stato proposto a suo tempo ricorso gerarchico al Prefetto, che aveva dichiarato la sua incompetenza a decidere con nota n. 60384 del 23.09.2020 e, successivamente, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in corso di definizione (rif. nota del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali – Area Funzionale atti amministrativi ministeriali e ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica n. UAG/N.00.1/4.506275.1/R.S. del 29.09.2020).

Ora il Sindaco ha nuovamente deciso di chiudere tutte le scuole del territorio, prima con l’ordinanza n. 94 del 01/11/2020 dal 02.11.2020 al 03.11.2020 e poi con l’ordinanza n. 95 del 03/11/2020 dal 04.11.2020 per il momento fino al 15.11.2020, poi chissà…..

Trattandosi di chiusure dell’ultimo momento (ordinanze emanate sempre in tarda serata e anche in giorni festivi), disposte con provvedimenti che si succedono senza una gestione coordinata e condivisa della situazione, determinano la difficoltà da parte delle famiglie di conciliare la vita familiare con l’attività lavorativa.

I genitori non sempre possono lavorare in smartworking e i nonni, se ci sono, sono gravati di un notevole impegno in un momento in cui sarebbe più che opportuno tutelarli. In assenza di nonni, il problema è ancora più grave.

Ci preme segnalare che Orte è un comune con un alto tasso di pendolarismo rappresentato soprattutto da lavoratori che si spostano su Roma.

Inoltre la brusca interruzione dell’attività scolastica in presenza, che sappiamo essere non solo didattica, ma anche socializzazione, relazione, confronto, compromette l’apprendimento e il benessere psicofisico dei bambini e dei ragazzi, già fortemente provati dal lockdown della scorsa primavera.

Esiste ormai un’ampia letteratura sui danni e sulle perdite causate soprattutto nei più piccoli dalla DaD, che si è rivelata una modalità di insegnamento poco adatta ai bambini della scuola primaria, così come dimostrato anche dagli studi svolti dal MIUR post valutazione DaD a seguito dell’applicazione emergenziale dell’a.s. 2019/2020.

Siamo tutti consapevoli della complessità che caratterizza il periodo che stiamo vivendo, la pandemia è difficilmente controllabile, la situazione economica è drammatica ed esistono divergenze comprensibili tra le Regioni e il Governo vista la criticità del momento, ma ad un certo punto bisogna scegliere una strategia di azione, che potrebbe essere anche differenziata tra zone.

Il potere di decidere le misure da adottare dovrebbe essere dello Stato e delle Regioni, ma fermarsi al livello regionale, considerato tra l’altro che le Regioni gestiscono la sanità e hanno sicuramente un quadro più chiaro della situazione ospedaliera, forse anche rispetto al Governo.

NON DOVREBBE ESSERE CONSENTITO AI COMUNI, tra l’altro anche piccoli, come nel nostro caso, di decidere autonomamente, senza alcun confronto con la Regione, con la Prefettura e con le Istituzioni competenti, in contrasto con la normativa nazionale e con le disposizioni regionali, senza avere alcun dato aggiuntivo rispetto a quelli che tutti leggiamo sui giornali, DI CHIUDERE TUTTE LE SCUOLE SINE DIE, perché è molto probabile che ci saranno altre ordinanze di chiusura.

In Italia ci sono quasi 8000 Comuni, se ognuno facesse così, cosa accadrebbe?

Tra l’altro queste chiusure autonome e unilaterali non servono a nulla in termini di contrasto all’emergenza, i Comuni non sono feudi, non è pensabile che questa situazione duri a lungo.

Chiediamo, pertanto, il Vostro intervento sul Sindaco per far riaprire immediatamente tutte le scuole del Comune di Orte e, per il futuro, che ogni eventuale decisione in merito alla chiusura delle scuole, sia condivisa con la Regione e con le altre autorità competenti e adottata sulla base di dati chiari, secondo una strategia ragionevole e condivisa.

Auspichiamo, inoltre, in linea generale, interventi normativi che vietino o comunque limitino i poteri di ordinanza dei Sindaci in tali casi, prevedendo sempre un confronto preventivo con il Ministero dell’istruzione, con il Ministero della salute, con la Regione e con le altre Autorità Competenti.

Confidando nel Vostro autorevole intervento, Vi inviamo un cordiale saluto.”

Per sottoscrivere la petizione è possibile utilizzare questo link:

http://chng.it/JtBtyjTR.

 

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