Ospedale S.Anna di Ronciglione: interrogazione della grillina Blasi

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Ospedale Sant’Anna di Ronciglione: la consigliera regionale grillina Silvia Blasi ha presentato, qualche giorno fa, un’interrogazione a risposta scritta.

Questi alcuni dei passaggi fondamentali:

“Tenuto conto

della Situazione orografica del comune di Ronciglione posizionata sulle alture meridionali dei Monti Cimini, a ridosso del lago di Vico;
della distanza, stimata tra i 25 e i 30 minuti, dall’Ospedale Belcolle di Viterbo il cui raggiungimento può risultare difficoltoso a causa dell’attraversamento del complesso dei Monti Cimini dove nei mesi invernali c’è la presenza di neve e ghiaccio e anche in altre stagioni il forte vento di tramontana, tipico della zona, provoca la caduta di alberi;

del bacino di utenti dell’ex presidio ospedaliero di Ronciglione ora casa della salute di circa 35.000 abitanti nominali, più di 70.000 reali, a ridosso della strada statale n. 2, Cassia caratterizzato da un incremento durante i mesi estivi per le presenze turistiche sul Lago di Vico;

che il DCA n. 247 del 25/07/2014 è precedente in misura temporale al DM 70/2015, questo ne origina una analisi di conformità’ a quanto stabilito dallo stesso decreto per ciò che si riferisce la distribuzione dei presidi sanitari territoriali in aree svantaggiate;

visto/a

la cronica difficoltà dei Pronto Soccorso della Regione Lazio, dovuta all’elevato numero di accessi, alla carenza di personale, inadempienza dei turni, mancanza di posti letto, spazi inadeguati, nota e segnalata anche per i PS della provincia di Viterbo ed in particolare per il pronto soccorso dell’ospedale Belcolle;

che per il 2018 il numero di accessi al pronto Soccorso del Belcolle è stimato in 46.421 pazienti, mediamente 127 pazienti al giorno, con un trend in crescita rispetto al 2017 e 2016;

che nella provincia di Viterbo con 320mila abitanti, nonostante la presenza di altri due presidi attivi a Tarquinia e Civita Castellana, i dati sopra citati accertano una situazione di sovraffollamento;
che spesso rivolgersi al P.S. è l’unica possibilità di ricevere assistenza sanitaria in tempi utili e ciò genera accessi impropri a queste strutture di emergenza;

Tenuto altresì conto

della Delibera del Consiglio dei Ministri del 31/01/2020 “Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”;
della necessità di riorganizzare la rete ospedaliera, di assistenza territoriale e dell’emergenza ai fini del trattamento dei pazienti Covid-19 e non Covid;

che il depotenziamento della rete ospedaliera costituisce motivo di preoccupazione alla luce dell’attuale emergenza sanitaria e di un possibile nuovo incremento della curva dei contagi previsto probabilmente nella stagione influenzale autunnale;
che la crisi sanitaria in atto pone in essere gravi dubbi sull’efficienza dell’attuale rete di assistenza territoriale della provincia di Viterbo già carente rispetto ai bisogni di salute della popolazione, facilità di accesso alle strutture ospedaliere e alla rete d’emergenza;

che molti comuni di questa area geografica (Ronciglione, Caprarola, Sutri e Capranica in modo particolare) si caratterizzano per una popolazione lavorativa con uno spiccato carattere di pendolarismo, elemento che, in caso di una recrudescenza dell’epidemia virale che ci ha fin qui interessato, creerebbe uno stress al sistema sanitario di notevoli proporzioni nel caso di assenza di presidi territoriali (come il Punto di Primo Intervento) capaci di operare come “tagliafuoco”;

Si interrogano

Il presidente della Regione Lazio, On. Nicola Zingaretti, l’Assessore alla Sanità ed Integrazione Socio Sanitaria, On. Alessio D’Amato, sui seguenti quesiti:
– quale sia il reale stato di operatività della Casa della salute di Ronciglione;
– quando è prevista la fine dei lavori di adeguamento per la realizzazione della casa della salute;
– quali dovrebbero essere i servizi che la struttura così disegnata dovrebbe prestare a garanzia
dell’applicazione operativa dell’art’ 32 della Costituzione;
– se la “Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” sia da considerare ragione sufficiente per modificare alcune delle decisioni prese relativamente alla chiusura del Punto di Primo Intervento dell’ex Ospedale di Ronciglione;
– se si ritiene in questo momento di non procedere alla sostituzione del Punto di Primo Intervento di Ronciglione con il PAT e, al contrario di riattivare tutti i servizi territoriali (fra gli altri anche quelli della radiologia associata al PPI).”

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