Palamara, ancora tu? Il giudice era pronto a candidarsi con il Pd

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Sembra una fiction a puntate, ma non è cosi. Emergono nuovi retroscena scavando tra le chat di Luca Palamara: il pm era pronto a candidarsi con il Pd, sia alle elezioni legislative del 2018 che alle Europee del 2019.

Secondo quanto riferisce il quotidiano La Verità, tutto partirebbe da una conversazione avvenuta il 7 novembre 2018, quando Cosimo Ferri, allora deputato Dem nel partito di Renzi, scrive a Palamara: “Prossima settimana incontro con Luca. E Matteo”. Dopo una settimana altra conversazione degna di nota, partita sempre da Ferri e indirizzata a Palamara: “Ho avuto lungo chiarimento con Luca. Organizza lui il caffè. Con M.”

La discussione si fa più intensa: “Ho ribadito – prosegue Ferri – anche due obiettivi. Aperto su entrambi: sul primo non dà, però, garanzie perchè non ne parlo (parli, ndr) con Zingaretti?”. Si può pensare che Lotti non potesse garantire un posto sicuro alle europee del 2019. Per quanto riguarda Zingaretti, puntualizza sempre La Verità, pare che l’attuale segretario Dem fosse in stretti rapporti con Palamara, come già detto nei giorni scorsi.

Appurato che all’interno della rete di Palamara vi fossero diversi politici di sinistra, per capire dove è nata l’idea di una possibile candidatura del pm nel Pd è necessario tornare alla fine dell’ottobre 2018.

In quel periodo Lotti stava per essere rinviato a giudizio ed eravamo alle porte delle primarie tra Renzi e Zingaretti. Ma già nel 2017 Palamara cullava l’idea di una discesa in campo, almeno a giudicare da una conversazione con l’allora procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone: “Ho visto l’inizio del tuo intervento. Grazie per la citazione, ma è un peccato seriamente che tu abbia deciso a ragione di non andare ora in politica.” gli scriveva quest’ultimo.

Nel maggio 2019 Palamara si dimostra estremamente infastidito per le decisioni della Procura e l’idillo tra i due sembra finire. “Mi acquieterò solo quando Pignatone mi chiamerà e mi dirà che cosa è successo con Consip, perchè lui si è voluto sedere a tavola con te, ha voluto parlare con Matteo, ha creato l’affidamento e poi mi lascia con il cerino in mano. Io mi brucio e loro si divertono” comunica a Lotti.

Gli incontri con la Boschi

Dalle chat della toga, aggiunge La verità, emerge che Palamara, era un frequentatore di Maria Elena Boschi. La prova? Una chat con Giovanna Boda, all’epoca dei fatti collaboratrice della stessa Boschi.

Nel novembre 2017, Palamara doveva organizzare una partita evento in provincia di Reggio Calabria. Boda informa così il pm: “Ho appena parlato con lei. Lei ha solo un dubbio NON sulla partita, ma sulla sua presenza. Se mi chiami quando puoi ti spiego tutto e procediamo. Intanto la partita la possiamo fare comunque e poi lei decide all’ultimo momento se venire o meno”.

A febbraio Boda è ancora più chiara: “Per vostro incontro lei propone domani alle 13 al Majestic saletta Chopin riservata per voi due. Ok per te? Vuole parlarti.”  E ancora: “Siamo una squadra!”, con tanto di punto esclamativo. Passano 24 ore e Palamara chiede a Boda se la sua Boschi fosse rimasta contenta. Risposta di Boda: “Lei si! Mi ha detto: ci voleva questo incontro! Tu sei contento? E’ andata bene?”.

Più passano i giorni più emergono dettagli sulle amicizie di Palamara, come nelle fiction, appunto. Non ci resta che aspettare la prossima puntata.

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