Palazzo crollato, i residenti annunciano Class action: “Tempi biblici per la liberazione dalle impalcature!”

Non si prospetta vita facile per i residenti e i commercianti di via Cardinal La Fontaine, "location" dove i turisti possono ormai da oltre un anno "ammirare" le macerie dell'ormai noto palazzo crollato

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Palazzo crollato

I rappresentanti del “Comitato Civico Liberiamo via Cardinale La Fontaine e via del Gonfalone dalle macerie” ed altri abitanti di San Pellegrino, il 18 febbraio sono stati ricevuti dall’assessore Laura Allegrini e dai tecnici comunali che ringraziano per essere stati ascoltati.

“Purtroppo – scrivono – quello che è mancato sono le risposte per la  restituzione delle vie ostruite alla città”.

L’errore principale degli interlocutori, secondo i membri del comitato civico, sarebbe quello di voler considerare la sicurezza e la  restituzione delle vie alla libera circolazione della popolazione, come una questione solo privata di qualcuno e non un problema di tutto il centro storico e dei suoi abitanti.

A fare le spese di tutto questo, in particolar modo, è la Chiesa del Gonfalone, come viene sottolineato.

Palazzo crollato“Stupisce – dichiara Giovanni Cento, uno dei rappresentanti del comitato – che non si comprenda che lasciare per anni una situazione di grave criticità per la sicurezza e di stabilità a ridosso della bellissima chiesa del Gonfalone, massimo esempio del barocco viterbese, e le gravi questioni igienico/sanitarie causate dalle immondizie e dalla presenza dei topi, non riguardino tutti i cittadini”.

“Il Comitato Civico – continua – non ha avuto risposte convincenti sulle 3 ordinanze del Sindaco e le due diffide a tutela della pubblica e privata incolumità e sicurezza, firmate dal Sindaco a seguito del crollo del palazzo. Solo, si è capito che il Comune, senza fondato motivo come è stato spiegato all’Assessore, non eseguirà i lavori in danno, pur previsti dall’ordinanze stesse. Né è stato dato sapere se sia proceduto o meno alla denuncia alternativa al 650 codice penale, per la semplice ragione, è stato risposto, che le violazioni all’ordinanze non sono di loro competenza e, per saperlo, si deve fare richiesta di ‘accesso agli atti’ alla Polizia Locale. Inoltre, per le 3 vie interessate dal crollo nessuna data è stata indicata per la loro riapertura (si parla di anni) e che le strade occupate  dalle impalcature e macerie, dall’agosto del 2018, rimarranno ancora a lungo nello stato in cui versano attualmente”.

Palazzo crollatoUna situazione che appare paradossale e che spaventa non poco i residenti.

Prosegue Giovanni Cento: “Bisognerà aspettare, è stato risposto, se e/o quando il privato procederà alla ricostruzione del palazzo crollato (potrebbe essere mai!). Non è stato risposto in modo chiaro, se vi sia ancora pericolo per la pubblica e privata incolumità, dato anche lo stato dei ponteggi, e che fine abbiano fatto i cartelli di ‘pericolo crolli’ messi dal Comune ma spariti da tanti mesi e chi li abbia rimossi. Lascia perplessi che nonostante le promesse del 12 novembre 2019 non si sia ancora provveduto alla disinfestazione  straordinaria dai topi  e che le scritte sui muri che deturpano San Pellegrino, anziché essere rimosse, siano ancora al loro posto. Ma  il ‘Comitato Civico’ ed altre persone non demordono e non possono accettare questa situazione di  abbandono e degrado che è inaccettabile”.

In conclusione, il rappresentante annuncia una possibile azione legale: “Si prenderanno contatti con un legale per esercitare una ‘Class Action Amministrativa’ affinché il Comune venga obbligato  ad adottare gli atti di sua competenza per la tutela della pubblica e privata incolumità e sicurezza e che venga finalmente tutelato il pubblico interesse del libero, sicuro ed igienico transito delle strade comunali del centro storico”.

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