Alla fine vincono i panunziani? L'ultima fioroniana, ormai accerchiata dai suoi stessi colleghi di partito, si dimette da capogruppo ed apre al rientro di Serra e Quintarelli

Palazzo dei Priori, colpo di scena in casa Pd: Luisa Ciambella si dimette da capogruppo

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Che la situazione all’interno del Partito Democratico viterbese fosse una vera e propria polveriera ve lo avevamo accennato in questo articolo, ma nulla lasciava presagire ad un colpo di scena così clamoroso: oggi, durante la seduta del Consiglio comunale, Luisa Ciambella ha annunciato le sue dimissioni dal ruolo capogruppo dei dem a Palazzo dei Priori.

Le dimissioni sono arrivate con un discorso che apparentemente sembrerebbe molto diplomatico, ma che cela un grande rammarico. Prima di entrare nel merito, la consigliera fa anche una riflessione allacciandosi all’enciclica pubblicata da Papa Francesco. “Il mio lavoro da capogruppo Pd – annuncia – termina qui. Rassegno le mie dimissioni per il rispetto che devo ai miei elettori”. E’ chiaro che, per chi abbia seguito la vicenda, la bomba sia scoppiata quando Mario Quintarelli (subentrato a Patrizia Fritelli, eletta con la lista di Francesco Serra) ha chiesto di poter entrare a far parte del gruppo Pd. La Ciambella infatti, a riguardo, chiese al suo partito di intavolare una discussione per “capire cosa fosse accaduto, iniziare a lavorare per rimuovere errori compiuti da tutte le parti, con distinguo necessari”. La base del Pd, secondo quanto dichiarato dalla Ciambella stessa, avrebbe invece ignorato e calpestato la richiesta, tanto da arrivare addirittura ad una “decisione da poter essere impugnata”. Tale decisione sarebbe quella di riammettere il fu dissidente Quintarelli senza tenere conto delle rimostranze espresse, appunto, dall’ormai ex capogruppo.

Ma la vicenda Quintarelli è solo la punta dell’iceberg, un iceberg in grado di far letteralmente naufragare la barca Pd alle ultime Comunali 2018 e non solo. Dobbiamo ricordare – e lei siamo certi che se ne ricorderà – quali furono le decisioni e le prese di posizione che oggi hanno causato le sue dimissioni.

Innanzitutto, proprio Francesco Serra, oggi consigliere d’opposizione e uomo storicamente vicino al Pd, due anni fa decise di non appoggiare la candidatura a sindaco della Ciambella e di correre da solo con una propria lista. A conti fatti, la lista creata da Serra ha letteralmente amputato i consensi piddini, portando le due correnti viterbesi (panunziani e fioroniani) ad uno scontro, ad una vera e propria lotta senza quartiere. Da dentro il Consiglio, e quindi da dentro l’opposizione, i panunziani capeggiati da Serra hanno difatti accerchiato Luisa Ciambella, inducendola a prendere la decisione di dimettersi da capogruppo.

E noi che seguiamo una linea editoriale libera, riflettendo, non possiamo che concordare con la decisione della consigliera. Se non c’erano più i mezzi per andare avanti, solo uno stolto avrebbe optato per continuare. Secondo il nostro avviso Luisa Ciambella, che, indipendentemente dal credo politico, ha sempre dimostrato di essere una persona pulita prima ancora che un’attenta osservatrice di certi principi istituzionali, non ha affatto mollato. Secondo noi l’ex vicesindaco ha voluto dare un segnale forte ai vertici nazionali del suo partito, una vera e propria scossa.

Per quello che noi possiamo vedere e toccare concretamente e, soprattutto, per quello che abbiamo sempre denunciato sulle colonne di questo giornale, la corrente panunziana non ha portato alcun beneficio al Pd viterbese, sia su scala cittadina che su scala provinciale. Anzi. La linea politica panunziana, premesso che ne esista una, è distante anni luce dalle esigenze reali dei cittadini, e la prova di questo sono lo scarsissimo consenso e la conseguente debàcle rimediata in una storica roccaforte di sinistra come Civita Castellana.

Tuttavia, la Ciambella nel finire del suo intervento annuncia che non intende lasciare il partito, facendo riferimento anche alle parole di Nicola Zingaretti, che auspica per il Pd un percorso all’insegna dell’unità. Unità che a Viterbo non esiste da un pezzo. Chissà ora, dopo questo terremoto, cosa accadrà.

Una cosa è certa: ora i panunziani, che ora sono la maggioranza assoluta, si dovranno assumere le loro responsabilità. Le presunte malefatte che fino a ieri erano imputabili al solo Serra, da domani saranno imputabili a tutto il Partito Democratico. E forse l’ultima fioroniana rimasta dentro Palazzo dei Priori ha fatto una scelta saggia, ovvero quella di prendere le dovute distanze da un partito che ora rischia di bruciarsi a forza di giocare con il fuoco.

 

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