Lavori in corso a Viterbo, reperti romani che emergono e messa in sicurezza di chiese pericolanti

Palazzo delle Poste “incartato” per Natale, ne avremo fino a febbraio

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Palazzo delle Poste “incartato” per Natale

Transitando per Via F. Ascenzi da qualche tempo si avverte un qualche disagio visuale, quando appare quella confezione orribile. che racchiude lo storico Palazzo delle Poste, facendolo apparire come uno scatolone anonimo. Oggi siamo andati a controllare il cartello dei lavori e, con nostro disappunto, abbiamo scoperto che la fine dei lavori è programmata per il 21 febbraio 2020. Ci vuole molta pazienza.

Termine previsto dei lavori: febbraio 2021: portiamo pazienza

Andatura molto slow

Non so se capita solo a me. Ma ho notato che quando uno degli ospiti di colore che abbiamo a Viterbo, attraversa sulle strisce pedonali, non solo lo fa senza farsi troppi scrupoli, per vedere se l’automobilista rallenti, ma lo fa con decisione e poi procede con passo lento. Tutto il contrario di quello che facciamo noi, che prima ci accertiamo che l’automobilista rallenti, e poi ci affrettiamo sulle strisce. Diversità di cultura, o altro?

Reperto storico alle Masse.

La conduttura di epoca romana

Sul terreno della Masse di S. Sisto sono continuati i lavori di scavo, ordinati dalla Soprintendenza per la ricerca di reperti storici. Dopo tanto scavare finalmente è venuta alla luce una conduttura di epoca Romana, tutta in piombo. Il tubo è stato visto anche dall’archeologa Alessandra Milioni, che ne ha attestato subito l’autenticità. Poi da Roma è venuta la funzionaria della Soprintendenza Dott. Maria Letizia Arancio, che ha visto il reperto storico e ne ha ordinata la ricopertura con un telo e poi il successivo riseppellimento. Non si conosce dove finisce il tubo, in quanto esula dai confini dell’area di ricerca.

Restauri nella Chiesa di S. Angelo in Spatha

I nostri lettori ricorderanno lo spiacevole episodio accaduto recentemente, nella Chiesa di S. Angelo in Spatha, durante la messa in onore del patrono della Polizia di Stato, San Michele Arcangelo. Infatti, durante la funzione, un pezzo di stucco di un rosone si staccò dal soffitto, e cadde a un metro dai componenti il coro. E’ vero che non era molto grande, ma da quell’altezza, avrebbe potuto fare male. Adesso la Curia ha tempestivamente avviato, i lavori di messa in sicurezza di quei rosoni, e la Chiesa è chiusa al culto. La messa del mattino, si celebra nella Chiesa di S. Giovanni.

Restauri in corso nella chiesa

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