Palazzo Papale, 400 mila euro per riparare la Loggia delle Benedizioni

Le relazioni tecniche svolte nella Sala Conferenze del Ce.di.do, non lasciano adito a dubbi. Serve la sinergia di Enti e Istituzioni

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Da sx il vescovo Lino Fumagalli, una funzionaria della Soprintendenza e il responsabile diocesano Ing. Santino Tosini.

Il Vescovo di Viterbo questa mattina intervenendo durante la conferenza organizzata per la Loggia delle Benedizioni, ha fatto una breve introduzione ai lavori, elencando le tante spese sostenute dalla Curia, per gli interventi già fatti e in fase di completamento in tutta la Diocesi. A dire la verità sono proprio tanti.

Ad essi adesso si è aggiunta anche la Loggia delle Benedizioni, che a detta degli esperti che hanno steso dettagliate relazioni sta veramente male. Uno di problemi principali è che ben sei colonnine sono scolpite nel nenfro che, notoriamente è un materiale lapideo meno resistente del peperino. Per quelle in peperino si deve considerare che la pietra, è quella estratta a mano dai nostri cavatori, che non potendo raggiungere molta profondità, si limitavano a lavorare quello superficiale, che in gergo si chiama ”cappellaccio”, che è alquanto tenero e poco resistente.

Prof. Maurizio Caperna

Dapprima è intervenuto il prof. Maurizio Caperna, docente di Restauro dell’Università La Sapienza, e dopo di lui ha parlato la restauratrice del CBC Maria Grazia Chilosi. Le cose dette sono tante, ma la musica è sempre la stessa: “La Loggia è in serio pericolo, non c’è tempo da perdere”. Il costo dell’operazione ipotizzato in linea di massima, si aggira attorno a 300-400 mila euro, comprensivo anche delle bifore in peperino della Sala del Conclave, che sono ridotte nelle stesse condizioni della Loggia.

A sx la restauratrice Maria Grazia Chilosi; a dx il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli

Il Vescovo ha fatto appello a tutte le istituzioni e ai privati di buona volontà, per iniziare una raccolta fondi. La Soprintendenza dal canto suo sta portando avanti tutti gli approfondimenti necessari per avviare il progetto di restauro, e per focalizzare la sua quota di partecipazione. Il tutto, secondo un programma di massima, si dovrebbe poter iniziare a partire dal prossimo mese di aprile per poterlo completare entro il 2020.

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