Pale eoliche di 250 metri: le associazioni fanno appello al Ministero

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Rendering Italia Nostra
Pale eoliche di 250 metri a Tuscania.
E’ di nuovo mobilitazione contro l’ipotesi progettuale che mira ad installare 16 mega pale eoliche di un’altezza mai vista in Europa, destinate a stravolgere per sempre il paesaggio di tutto il comprensorio.
Sul piede di guerra diverse associazioni locali ed ambientalistiche che hanno inviato una nota al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) con osservazioni documentate per dire no allo scempio eolico nella Tuscia.
La prima ad interrogarsi è Italia Nostra che si pone due domande:
“L’impianto progettato utilizza valori di velocità del vento realmente misurati, in altre parole è stata effettuata una campagna di misure preliminari?
La provincia di Viterbo ha bisogno di nuove installazioni da fonti rinnovabili?
Ad Italia Nostra si uniscono Altura, Amici della Terra, Assotuscania, Forum Ambientalista, GRIG,  Lipu, Mountain Wilderness, che, nella nota denunciano: 
“L’impianto verrebbe realizzato in un territorio di grande pregio paesaggistico e faunistico, danneggiandone il valore. 
L’area ospita infatti una delle popolazioni più importanti del Lazio di un rapace, l’Albanella minore (Circus pygargus), e una delle colonie riproduttive del Lazio di due chirotteri, il ferro di cavallo euriale (Rhinolophus euryale) e vespertilio smarginato (Myotis emarginatus), tutte specie di interesse comunitario.

Si tratta dell’impianto proposto dalla WPD San Giuliano S.r.l. che prevede 10 turbine in località “Mandria Casaletto” a nord del centro urbano di Tuscania, e 6 turbine in località “San Giuliano” a sud della cittadina, con aerogeneratori da 5,625 MW, potenza complessiva pari a 90 MW, collegati tra di loro mediante un cavidotto in media tensione interrato e una stazione di utenza ubicata nel territorio di Arlena di Castro (VT), in località “Cioccatello”.
In particolare la produttività annua degli impianti riportata dai proponenti appare esagerata: anziché 324.211,8 MWh/anno, in base ai dati del GSE si ritiene molto più verosimile che gli impianti possano produrre una quantità di energia annua pari a 170.000 MWh, a fronte di un danno irreparabile che verrebbe provocato alla natura e al paesaggio di questo straordinario territorio.

Le Associazioni che hanno inviato le osservazioni al MATTM auspicano che le amministrazioni locali che avranno voce in capitolo nel procedimento partecipato della VIA, prendano posizione contro questo progetto, senza farsi confondere da promesse compensative illusorie e che comunque non potrebbero mai bilanciare la rovina del territorio che le pale eoliche provocherebbe.

Si fa inoltre notare che l’area interessata dal progetto è sostanzialmente la medesima che doveva ospitare l’impianto fotovoltaico a terra della potenza di circa 150 MWp proposto dalla DCS S.r.l., in località Pian di Vico, riguardo al quale il Governo, con delibera dell’11 giugno 2020, ha accolto l’opposizione del Ministro per i Beni e le  Attività Culturali e il Turismo (avverso all’autorizzazione della Regione Lazio) in considerazione proprio dell’impatto dell’impianto sul contesto paesaggistico-ambientale e storico-culturale.
Le Associazioni dichiarano fin da ora il loro totale sostegno alle azioni che la Soprintendenza e il MiBACT vorranno intraprendere.

 

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