L'appello lanciato dal mondo del fitness viterbese: "Accuse ingiustificate contro l'intero sistema sport"

“Palestre e piscine sono luogo di educazione e prevenzione, ci sentiamo parte della soluzione e non del problema”

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Pesi palestra
“Palestre e piscine sono luogo di movimento, educazione e prevenzione. Ci sentiamo parte della soluzione e non del problema”.
Con l’ultimo Dpcm gli impianti sportivi di tutta Italia sono diventati dei veri e propri “osservati speciali: il presidente Conte ha manifestato chiaramente l’intenzione di accertare che piscine e palestre rispettino le norme igieniche e di distanziamento sociale per garantire la sicurezza degli iscritti durante la settimana corrente; nel caso in cui ciò non accadesse, il governo potrebbe deciderne la chiusura.
Ma chi vive di queste attività è deciso a far sentire la propria voce, consapevole di aver dato il massimo per rispettare i protocolli stabiliti. L’appello è stato condiviso anche da gestori di palestre e allenatori di una palestra di Viterbo, che dichiarano:
“Abbiamo fatto tutto il necessario per garantire un ambiente salubre, rispettando norme rigide e investendo in sanificazione, revisione degli spazi, predisposizione degli impianti, e riduzione delle frequenze.
Abbiamo fatto e preso scelte impopolari per garantire continuità al nostro diritto di lavorare, alla nostra passione e quindi al nostro business.
Abbiamo fatto tutto consapevoli di poter ospitare meno persone, senza variare i costi fissi…
Abbiamo fatto tutto per offrire alle persone iscritte un servizio quanto più ‘normale’, basato sulla sicurezza e sul senso civico e di comunità.
Abbiamo chiesto a tutti i nostri iscritti ed al nostro staff di rispettare regole scomode, ridurre i propri tempi di allenamento, abituarsi a programmare in maniera meticolosa ogni entrata al centro.
Non abbiamo neanche avuto il tempo di ringraziarli, troppo impegnati a mantenere alta l’attenzione, rispettare normative e perseverare per garantire servizio e sicurezza a standard elevatissimi.
Tutto questo sacrificio ha portato a un’ingiustificata accusa dell’intero sistema sport.
Tutto il sacrificio viene vanificato ad una settimana di esame del settore dove: ‘o tutti rispettano le regole o nessuno può più giocare’.
Sospetto e accuse basate sul nulla, anzi, sul ‘mi riferiscono che…”.
Non esiste nessun dato che evidenzia le palestre o le piscine come focolai, i luoghi di sport non possono essere paragonati alla movida incontrollata.
Perché ancora viene messo in discussione il ruolo dello sport e di tutti noi appassionati e lavoratori del settore?“.

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