Papa Francesco a Greccio per richiamare la tradizione del primo presepe

A Greccio, da cui oggi il primo Pontefice della storia che ha scelto di chiamarsi col nome del Santo di Assisi lancia il richiamo al valore del presepio, c’è tutta l’autenticità che fu di frate Francesco

153

Era la notte di Natale del 1223: a Greccio ci fu una novità sconvolgente: fu celebrata una Messa dentro una stalla!
Sì, qualcosa di davvero impensabile in quei tempi: dare l’Eucaristia tra il fieno, con un asino e un bue, in memoria di quel Santo Bambino che proprio così nacque a Betlemme e che cambiò il mondo. Fu fatto anche per far provare, con il corpo, i disagi in cui si è trovato il neonato, per la mancanza delle cose necessarie: Gesù fu adagiato in una mangiatoia e messo sul fieno tra “il bue e l’asinello”. Un evento vivo, il primo Presepe della storia, gesto di umiltà e di omaggio a Cristo, a Dio, incarnatosi sulla Terra per noi, e al Suo messaggio, il più “rivoluzionario ” che la storia ricordi: rivolgersi agli ultimi più che ai primi, considerare tutti fratelli, porgere l’altra guancia.

A Greccio, da cui oggi il primo Pontefice della storia che ha scelto di chiamarsi col nome del Santo di Assisi lancia il richiamo al valore del presepio, c’è tutta l’autenticità che fu di frate Francesco: la nuda semplicità della Natività rievocata, la povertà in cui Gesù venne al mondo, la grandezza di un Papa che si fa piccolo.

Tantissimi reatini, qualche viterbese e molti fedeli provenienti da diverse zone presenti all’evento. E sono stati innanzi tutto i bambini ad accogliere il Papa; un coro di bambini di Greccio e Rieti. All’interno, un altro coro di bambini proveniente da Roma, per la celebrazione della liturgia della Parola.

Dal gesto del poverello di Assisi a oggi, la tradizione del presepio ha fatto tanta strada, si è arricchita di elementi e di personaggi, ma, nell’allestirlo, si sentono nel cuore gli stessi valori che animarono San Francesco.
Quel Bambino di Betlemme riassume in sé i disagi e le sofferenze di tanti bambini di ogni tempo e di ogni luogo, che il Papa a Greccio, oggi, 1 dicembre, Prima domenica d’Avvento, ha voluto ricordare.

Una visita breve, quella di papa Francesco a Greccio, ma dal significato estremamente profondo. Francesco è decollato in elicottero oggi alle 15.15, in Vaticano, per arrivare mezz’ora più tardi nel Santuario del reatino, fra i boschi, in un paesino di 1500 abitanti. Lì, oltre al coro dei bambini, è stato accolto dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili e dal frate guardiano del santuario, padre Francesco Rossi.

Il programma prevedeva poi un momento di preghiera, la firma della Lettera sul presepio e, alle 17, l’Eucaristia. Il Papa farà rientro in Vaticano in tarda serata.
Un’esperienza profonda, toccante, di alto significato religioso e umano, nella certezza che il frate di Assisi, che fu il primo artefice del presepio, ha dato un esempio concreto ai valori cristiani di umiltà e carità. Valori che papa Francesco e i credenti portano avanti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui