Parcheggio di Orte: accorato appello dei pendolari ai sindaci di Lazio e Umbria

Sono ventitrè i sindaci di Lazio ed Umbria chiamati in causa, insieme al presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, dai pendolari non residenti

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Da Amelia a Corchiano, da Penna a Civita Castellana, da Giove a Gallese.

Sono ventitrè i sindaci di Lazio ed Umbria chiamati in causa, insieme al presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, dai pendolari non residenti per avere un supporto nella recente battaglia contro gli aumenti del ticket del parcheggio della stazione.

Un rincaro per l’abbonamento mensile, che passa da 24 a 37 euro esclusivamente per i pendolari non residenti, che è stato giustificato dal sindaco di Orte, Angelo Giuliani, come plafond necessario per introdurre migliorie nel parcheggio stesso, fruito ovviamente da chiunque lavori a Roma, a prescindere dalla residenza.

Contro questi aumenti i pendolari hanno raccolto oltre 200 firme per chiedere l’annullamento della delibera “incriminata”.Ora questo elenco è stato inviato anche ai sindaci dei comuni delle province di Viterbo e Terni, dalle quali, ogni giorno si spostano centinaia di persone per recarsi a lavorare nella capitale.

L’appello è per una mobilitazione compatta che faccia capitolare Giuliani.

Come scrivono, infatti, i pendolari: “Abbiamo appreso dai giornali, che oggi 24 ottobre (ieri n.d.r.)  il Sindaco di Orte riceverà il direttivo del Copeo (Comitato Pendolari Orte), senza coinvolgere nessun cittadino “non residente”. Visto che l’amministrazione comunale ha precisato che l’unico interlocutore è il Comitato (il cui direttivo è composto da soli cittadini di Orte), auspichiamo di trovare in voi un aiuto per non essere ulteriormente vessati.”

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