Parcheggio Orte: il sindaco Giuliani scatena il “tutti contro tutti”

Gli aumenti di oltre il 50%, che entreranno in vigore domani, hanno generato lo scontro ortani-non residenti.

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Il cerino del parcheggio di Molegnano, alla stazione di Orte, sta bruciando in mano al sindaco Giuliani.

Giovedì scorso, con un laconico volantino affisso nei gabbiotti informativi (sempre deserti) del parcheggio, si avvisavano i tantissimi pendolari che  ogni giorno si recano nella capitale, degli aumenti delle tariffe mensili: da 24 a 37 euro. Solo però per i non-residenti.

Immediata è stata l’insurrezione popolare degli utenti che, da un giorno all’altro, si sono trovati a dover affrontare un rincaro di oltre il 50% a fronte di migliorie “che stanno per essere apportate”, come ha dichiarato il primo cittadino.

Sui social si sono susseguiti, sin da subito, commenti al vetriolo e pesanti provocazioni che hanno ottenuto il prevedibile risultato di fomentare infuocate reazioni e scatenare un’inutile “guerra fra poveri”.

Ecco quindi i non-ortani che si scagliano contro gli ortani, minacciando ritorsioni e vendette contro le attività commerciali che devono essere “boicottate”.

Addirittura viene stilato un decalogo dei comportamenti da evitare, da parte dei non residenti, che arriva a prevedere, tra gli altri, il divieto di acquistare casa ad Orte, di mangiare in qualsiasi ristorante o bar della zona e di consumare caffè in loco.

Il sindaco Giuliani, dal canto suo, anzichè cercare di placare gli animi, organizzando magari un incontro aperto, accusa i pendolari di ” creare situazioni di pericolo sulle nostre strade con l’eccessiva velocità, ovvero inquinare il nostro territorio con l’abbandono di rifiuti. Io rappresento gli Ortani ed ho il dovere di tutelarli e di tutelare l’ambiente in cui vivono.”ed, inoltre, giustifica il provvedimento come un possibile incentivo per l’istituzione di una fermata dell’Alta Velocità ad Orte.

Finora gli effetti immediati scatenati dai rincari e dalle polemiche collegate sono stati due, entrambi deleteri per i viaggiatori che, tutti i giorni, sono alle prese con i disservizi.

Il primo un incremento dei ritardi, ulteriormente aumentati da giovedì ad oggi, con picchi di oltre un’ora e mezza.

Il secondo, la mobilitazione compatta dei pendolari che si stanno organizzando, con raccolte firme e petizioni, anche per togliere il sostegno al sindaco proprio nella battaglia per la fermata dell’Alta Velocità.

Insomma una situazione al limite che rischia di degenerare ulteriormente domani, giorno dell’entrata in vigore del provvedimento.

Molti utenti, infatti, hanno già acquistato, in precedenza, l’abbonamento mensile, pagandolo 24 euro anzichè 37, con regolare ricevuta, su un cartoncino scritto con un pennarello, in barba alla svolta tecnologica tanto sbandierata.

Il rischio concreto è che la “guerra” si sposti su un altro fronte: da non-ortani vs ortani a vecchi abbonati vs nuovi abbonati.

Una cosa è certa: a perdere sono sempre i lavoratori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 commento

  1. Condivido le proteste e il risentimento dei pendolari. Ma vorrei capire con quale nesso causa-effetto il rincaro del parcheggio avrebbe portato all’aumento dei ritardi dei treni.

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