La Regione non recepisce gli emendamenti per vietare la caccia nelle aree contigue al parco per i cacciatori non residenti: prevista pioggia di ricorsi

Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Blasi (M5S): “Subito i confini, necessità di definire area contigua”

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Il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (PNALM) aspetta da anni, nella parte laziale, che vengano definiti i confini dell’area contigua. La Giunta regionale è obbligata alla sua istituzione entro 6 mesi grazie a un emendamento al collegato al bilancio firmato da Silvia Blasi, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle.

“Come ho avuto modo di scrivere anche di recente, i confini del PNALM e di conseguenza la sua area contigua devono essere definiti esclusivamente tra Regione e Direzione del Parco così come stabilisce la vigente normativa (comma 2 art. 32 L.394/1991)”. Così Silvia Blasi consigliere regionale del Movimento 5 stelle che spiega: “L’area contigua è molto importante perché è una sorta di area cuscinetto con particolari prescrizioni e restrizioni soprattutto per quanto attiene la caccia.

“Purtroppo”, continua Blasi, “non sono stati recepiti tutta un’altra serie di emendamenti che si proponevano di impedire ai cacciatori di svolgere la loro attività nelle aree contigue se non specificamente residenti nella zona. La Regione, nonostante una corposa mole giurisprudenziale, è andata avanti per la propria strada e, a giudizio di chi scrive, si esporrà ad una serie di ricorsi che inevitabilmente le daranno torto a tutto danno dei contribuenti”.

Silvia Blasi,
consigliere regionale del Movimento 5 stelle

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