Parte il reddito di cittadinanza ed è già flop annunciato

Debutto nel caos per richiedere l’assegno. Ecco una mappa per orientarsi

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Parte nel caos l’operazione del reddito di cittadinanza. Tra uffici postali a ranghi ridotti, confusione nelle regole (alcune da definire e in corso di approvazione) e “navigator” (fantastica figura di collocatore del disoccupato) da reclutare e istruire, il sussidio si sta rivelando per quello che è: una misura assistenziale pura con scarsa possibilità di avere un impatto sull’occupazione e tantomeno sui consumi.

Ma ripercorriamo i criteri di assegnazione di questa “mancetta”.  La richiesta può essere fatta presso gli sportelli Inps, Poste e Caf. Tutti dicono di essere pronti e assicurano di aver compiuto i passi necessari, ma tutti temono che gli sportelli saranno presi d’assalto.

Così tanto i Caf che le Poste rivolgono un appello ai cittadini: non accorrete, c’è tempo per l’intero mese di marzo. Il ministero del Lavoro ricorda sul sito che non c’è un criterio temporale per l’ammissione della domanda. Le Poste intendono procedere in ordine alfabetico e affiggeranno locandine per dare informazioni alla cittadinanza.

Si parte con i cognomi che iniziano per A e B, giovedì sarà la volta della C; venerdì D-F; sabato G-K; lunedì 11 marzo L-M, martedì 12 N-R e mercoledì 13 S-Z.

Caf e sindacati hanno stampato volantini e opuscoli e si dicono disponibili ad accogliere tutti, rigorosamente gratis (visto che il loro impegno è legato ad una convenzione firmata con l’Inps).

Come si chiede

La richiesta si può presentare agli uffici postali, ai Centri di assistenza fiscale e online, sul sito dedicato, per chi è in possesso di Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Prima è indispensabile aver richiesto l’Isee ed esserne già in possesso. Dopo aver presentato la domanda, l’Inps verificherà i requisiti.

I Caf trasmetteranno le domande di marzo entro il 15 aprile: l’istituto comunicherà se la domanda è stata accolta o respinta dal 15 aprile stesso, sarà cioè in grado di trasmettere a Poste Italiane il flusso degli ordinativi di accreditamento sulle carte del reddito di cittadinanza entro quella data, e quindi “in anticipo rispetto a quanto originariamente programmato”.

Tale valutazione – ha precisato Poste – attiene solo all’Inps. Poste non è infatti in possesso delle informazioni sullo stato dello pratica e pertanto non potrà dare informazioni al cittadino interessato né si occuperà della verifica della sussistenza e permanenza dei requisiti per avere il reddito.

Quando arriveranno le card

La comunicazione arriverà tramite email o sms (nella domanda vanno inseriti indirizzo di posta elettronica e numero di cellulare). Subito dopo le Poste comunicheranno (sempre via email o sms) quando e in quale ufficio postale ritirare la PostePay. La Carta sarà consegnata precaricata e attiva, insieme al relativo Pin.

Gli uffici postali hanno ricevuto il fabbisogno di carte che sarà comunque integrato senza problemi – garantisce Poste – in relazione alle domande raccolte. Poste gestirà le Carte accreditandone il beneficio secondo le indicazioni dell’INPS e gestendole in fase di post rilascio (autorizzazione alle spese, blocco, sostituzione Carta per smarrimento) e metterà a disposizione del ministero dell’Economia e delle Finanze le movimentazioni sulla Carta.

Secondo i calcoli della Consulta nazionale dei Caf, i pagamenti arriveranno ai primi di maggio (con l’arretrato di aprile). In funzione dei requisiti il beneficiario sarà convocato dai Centri per l’impiego per sottoscrivere un Patto per il lavoro o dai Comuni per sottoscrivere un Patto per l’inclusione sociale.

A chi spetta il reddito di cittadinanza

Secondo i calcoli dell’Istat, il Reddito di cittadinanza potrebbe interessare 1 milione e 308 mila famiglie e 2 milioni e 706 mila individui: di questi un terzo circa (897 mila) avrà l’obbligo di aderire al Patto per il lavoro. La maggior parte (circa 600 mila) ha la licenza media o nessun titolo di studio; si tratta prevalentemente di disoccupati (492 mila) e casalinghe (373 mila) a cui i Centri per l’impiego dovranno trovare un’offerta di lavoro congrua. Qui dovrebbero entrare in gioco i 6.000 navigator su cui si scontrano governo e Regioni. L’ultima ipotesi, di immetterne nei Centri per l’impiego 4.500, senza concorso e con contratti a tempo determinato, è stata respinta dalle Regioni, che giovedí si riuniranno nuovamente.

Cosa si può acquistare con la card

Con l’assegno al momento si possono sostenere solo le spese già consentite con la carta acquisti, cioè beni alimentari negli esercizi convenzionati e spese in farmacie con lo sconto del 5%. Si possono anche pagare bollette di gas e luce. In più il decretone prevede che si possa fare un prelievo in contanti e un bonifico mensile per mutuo o affitto. Il testo prevede però la possibilità per il ministero del Lavoro di individuare “ulteriori” categorie e si starebbe già studiando la possibilità di includere ad esempio l’abbigliamento. Ricordiamo che il decreto 4/2019 è ancora in corso di approvazione.

I requisiti

Per accedere al reddito di cittadinanza bisogna essere in possesso di alcuni requisiti economico-patrimoniali: Isee sotto un determinato valore, patrimonio mobiliare e immobiliarie limitato, divieto di possedere alcuni beni e un reddito familiare inferiore a 6mila euro per un nucleo composto da un single e comunque non superiore a 12.600 euro per i nuclei con più componenti.

Se si ha un immobile oltre l’abitazione, non deve superare i 30mila euro; il patrimonio finanziario non deve essere superiore a 6mila euro (incrementato in base al numero di componenti e in presenza di persone disabili) che può arrivare fino a 20mila euro per le famiglie con persone disabili.

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