Dopo l’annuncio del sindaco, alcune mamme hanno deciso di far partire una petizione su Google per non far chiudere le scuole

Parte la petizione delle mamme viterbesi per non far chiudere le scuole

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In questi giorni il sindaco Arena è visibilmente preoccupato, i dati di Viterbo spaventano e trovare soluzioni diventa sempre più difficile. L’ultima soluzione pensata è stata quella di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado, non solo i licei, al fine di incrementare la didattica a distanza ed evitare ulteriori contagi tra i banchi.

Secondo qualcuno questa potrebbe essere un’ottima idea, ma, secondo diverse mamme, questa soluzione è inaccettabile. Proprio da queste mamme “di ferro” è partita una petizione online (qui) per chiedere ad Arena di non chiudere tutte le scuole.

Il titolo della petizione è il seguente: “Appello al sindaco Giovanni Maria Arena e alla giunta comunale tutta”, mentre il testo  è una sorta di lettera in cui si legge testualmente: “Spettabile Sindaco Giovanni Maria Arena, siamo le mamme e i papà dei bambini e dei ragazzi che frequentano le scuole dell’obbligo di Viterbo.

Rappresentiamo una platea demografica eterogenea, segno che il tema della scuola pubblica riguarda tutti. Siamo parte attiva di una comunità educante e sentiamo il dovere di fare squadra e lanciare alle istituzioni quest’appello affinché la nostra voce venga recepita”.

“Vogliamo essere ascoltati – prosegue la lettera – soprattutto per i nostri figli che con spirito di adattamento hanno ricominciato un nuovo anno scolastico con la legittima prospettiva di poterlo portare a termine. E invece, ogni giorno che passa, sembra mancarci la terra sotto i piedi. Chiediamo che le scuole del I ciclo d’istruzione non vengano chiuse perché questo significherebbe far precipitare in una spirale cieca intere famiglie”.

Ecco invece le richieste dei genitori: “Chiediamo che i locali e le aule scolastiche non vengano semplicisticamente considerati come luoghi di contagio ma vengano valutati oggettivamente alla luce dei precisi protocolli di sicurezza anti-Covid, regole che le famiglie hanno condiviso e sottoscritto firmando il patto di corresponsabilità con i rispettivi istituti.

Chiediamo di valutare con attenzione il gap sociale e culturale nonché la dispersione scolastica legata alla didattica a distanza e alla didattica digitale integrata, in particolar modo per gli alunni con bisogni educativi speciali.

Chiediamo l’onestà intellettuale di chiamare le cose con il loro nome: la didattica a distanza non sostituisce la scuola ma ne amplifica l’assenza. E una scuola assente è una ferita aperta su tutta la società.

Chiediamo ogni sforzo possibile affinché il diritto costituzionale all’istruzione non venga liquidato in modo grossolano, senza prima aver strutturato risposte che tengano in considerazione il fenomeno nella sua interezza, a partire dai trasporti”.

N.B. Questo appello nasce spontaneo il 2 novembre del 2020 a seguito del comunicato stampa del comune di Viterbo sull’eventualità di chiudere le scuole di ogni ordine e grado. Puntiamo a raccogliere il maggior numero di sottoscrizioni per poter sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica”.

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