Hong Kong e Giappone, vittime di una "seconda ondata", invitano il mondo a non allentare ora la stretta

Passeggiate con i bambini autorizzate, per molti è uno sbaglio

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Il Governo Conte ha autorizzato le passeggiate tra un genitore e un figlio, nei pressi della propria dimora. La decisione, tuttavia, ha fatto subito storcere il naso a moltissime persone, tra cui esperti, politici e semplici cittadini, che ribadiscono come sia un grave errore allentare la presa ora.

Il calo nella curva dei contagi sembra aver dato alla testa al Governo, tanto da non considerare come il nuovo “permesso speciale” possa portare a innumerevoli pericoli. L’esempio che in molti sottopongo al Governo Conte è quello di Hong Kong, dove il picco dei contagi è arrivato dopo l’allentamento delle misure restrittive. Ora, con il moltiplicarsi dei casi (65 nuovi positivi in 24h da dopo l’allentamento della stretta), l’amministrazione locale è stata obbligata a reintrodurre nuove restrizioni, privando della libertà per la seconda volta tutti i 7,4 milioni di abitanti.

La preventiva quaratena, attivata dalla regione autonoma cinese con un total lockdown di 2 mesi, aveva permesso di arginare da subito il contagio, nonostante l’estrema vicinanza con i focolai iniziale del COVID19.

Come riporta la testata The Atlantic, il caso di Hong Kong dovrebbe spronare tutti gli altri Stati del mondo a riflettere prima di allentare le restrizioni imposte ai propri cittadini alla prima diminuzione del contagio.

E’ ancora troppo presto per far credere ai cittadini che sarà possibile tornare a una vita normale in tempi brevi. Secondo il rettore dell’Università di Medicina di Hong Kong, Gabriel Leung, ci sarà bisogno di “misure a vari gradi di intensità” fino a quando non si verificherà una immunità di gregge o una disponibilità estesa di un vaccino anti-coronavirus somministrato ad almeno metà popolazione (ma un vaccino non sarà pronto prima di 1-2 anni, affermano gli esperti di molte Nazioni).

A conferma che allentare le restrizioni adesso sia un grave errore, vi è anche l’esperienza che sta vivendo il Giappone. Nel Paese del Sol Levante, infatti, dove la Sanità e la cultura nipponica (inchini al posto delle strette di mano, utilizzo comune e grande disponibilità di mascherine, ecc.) sembravano essere riuscita ad arginare i casi, sta avvenendo in questi giorni un nuovo aumento dei casi di positività. Lì, l’arrivo di una potente “seconda ondata”, è più che mai palpabile e sempre più testate locali parlano di un imminente lockdown totale e la proclamazione di uno “stato d’emergenza” da parte del Premier Shinzo Abe.

 

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