Pastori laziali in rivolta a Viterbo

Ieri a Viterbo è andata in scena una sonora manifestazione dei pastori della maremma con ormai "solito" sversamento di latte in strada.

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Protesta del latte a Viterbo

Ieri a Viterbo è andata in scena una sonora manifestazione dei pastori della maremma con ormai “solito” sversamento di latte in strada. Dalle prime ore del mattino sino alla tarda mattinata un vero “cazerolazo” (cosi si chiama in Argentina il battito di casseruole praticato dalle madres di Plaza de Mayo ogni mercoledi pomeriggio) ha raccolto centinaia di persone incuriosite della spontanea manifestazione di protesta dei pastori laziali.

Sono intervenuti alcuni politici locali della Lega in cerca di consenso. In testa il senatore Fusco con alcuni consiglieri comunali. Ma quanto Fusco, Caporossi ed il duo Micci Elpidio ed Andrea possano fare per alzare il prezzo del latte di pecora lo spiegheranno ai pastori un’altra volta.

La manifestazione, discretamente controllata dai Carabinieri e Vigili Urbani, si è svolta senza incidenti. Nessun sversamento di sangue, ma tanto di latte.

Le  molto recenti notizie di cronaca che riportano dalla Sardegna un vero movimento organizzato di protesta da parte dei pastori la cui produzione di latte viene svilita per l’irrisoria compenso offerto è sbarcato nel continente. Nella provincia di Viterbo la presenza della pastorizia è una realtà viva ed economicamente valida anche per gli aspetti ambientali ad essa legati. Infatti, la corretta rotazione agraria dei cereali impone che nel terreno dove non si è fatto ristoppio, quindi risemina, vada a prato che è proprio quello che serve alla pastorizia. I pastori fanno pascolare le greggi su questi prati in parte naturali e da questi pascoli nasce il miglior latte per l’industria casearia, nel contempo sul terreno a “riposo” l’anno successivo la resa per ettaro di prodotto aumenta.

Quindi un rallentamento delle attività pastorizie nei nostri territori della maremma crea danno in quanto il mancato introito del pascolo induce gli agricoltori ad un eccessivo sfruttamento dei terreni con conseguenti danni di fertilità.

In agricoltura tutto è filiera.

Un depauperamento dell’attività di allevamento inevitabilmente si riverbera negli altri settori e può condizionare le scelte economiche dell’imprenditoria agricola in senso scellerato, vedasi le monocolture.

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