Patrimonio dell’umanità da due anni: la Faggeta vetusta dei monti Cimini

In particolare, la faggeta vetusta dei Monti Cimini conserva un'unicità degli aspetti ecologici e strutturali: essa racchiude alberi alti fino a 50 metri di cui alcuni molto anziani.

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faggeta vetusta cimini
La Faggeta vetusta dei monti Cimini. Foto di Diego Galli

Sono passati due anni dal luglio 2017 quando la Faggeta vetusta dei Monti Cimini è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità.
L’alto riconoscimento era giunto da Cracovia, dove si erano riuniti i membri dell’Unesco, fra i quali, a sostenere il progetto, anche il professor Alfredo Di Filippo del Dafne e il professor Gianluca Piovesan. I due docenti dell’Università della Tuscia avevano coordinato per l’Italia il lavoro di carattere scientifico, sotto il diretto controllo del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la direzione internazionale del Ministero dell’ ambiente dell’Austria.

soriano nel ciminoInsieme a quelle di altri paesi europei, anche le faggete italiane sono rientrate nella lista dell’Unesco. Le faggete antiche sono tante in Italia e arricchiscono il territorio grazie alla biodiversità animale e vegetale.
Le faggete sono davvero preziose per l’umanità: i faggi conservano infatti nei loro tessuti per secoli (anche per più di 300 anni) la quantità di anidride carbonica prodotta da diverse automobili in un anno. Ecco perché queste foreste vetuste mediterranee rappresentano uno strumento unico contro i cambiamenti climatici.

La motivazione dell’alto riconoscimento, datato luglio 2017, era stata proprio individuata nell’elevata naturalità di questi ecosistemi dominati dal faggio, distribuiti lungo tutto l’Appennino e rappresentativi della diversità dei processi ecologici nella regione del Mediterraneo centrale.

In particolare, la faggeta vetusta dei Monti Cimini conserva un’unicità degli aspetti ecologici e strutturali: essa racchiude alberi alti fino a 50 metri e alcuni molto anziani.
Il riconoscimento della Faggeta vetusta dei monti Cimini come patrimonio dell’Umanità è il primo concesso all’Italia per l’estrema rilevanza dei processi ecosistemici e biologici.

Queste foreste mediterranee rappresentano uno strumento unico nella lotta per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Quando rimane isolato dagli altri esemplari e invecchia in solitudine, il faggio assume la fisionomia di un patriarca gigantesco che si erge dal terreno con tutta la sua forza.

Nelle sue forme contorte talvolta si immaginano fisionomie e facce di divinità ancestrali; sin dal tempo dei Celti, il faggio era visto come una vera e propria creatura magica e sacra. Ricco di foglie, dà ombra e refrigerio nelle lunghe giornate estive.

Rinfrescarsi e passeggiare, in questi giorni di grande afa, alla Faggeta vetusta dei monti Cimini, patrimonio dell’umanità, è un’esperienza che gratifica corpo e anima.

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