Pazienti covid nei reparti “normali”: è caos all’Andosilla

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La sanità viterbese è ormai allo sbando e quel che è peggio, nella completa indifferenza dei politici e dei sindaci locali.

“Non è possibile, dice il segretario regionale Nursing Up, Mario Perazzoni, che ogni giorno su stampa e quotidiani vengano pubblicate decine e decine di situazioni irregolari, episodi di scarsa trasparenza, casi di malasanità e nessuno, soprattutto chi di dovere, intervenga perlomeno per fare chiarezza.

Tra le tante segnalazioni che mi arrivano, l’ultima, in ordine di tempo, è quella che illustra, nello spazio breve di un messaggio, in maniera cruda, la situazione che il personale sanitario sta vivendo.

Cito testuale: “… non posso venire alla manifestazione a Roma, e indovina perché?

Sono in stretta sorveglianza a causa di una paziente affetta da covid, mandata in reparto dal pronto soccorso di Civita Castellana senza che le fosse stata esclusa la positività al covid.

Adesso sono in attesa insieme ai colleghi di fare il tampone … Comunque, complimenti al nostro ospedale, ben organizzato e dove lavoriamo tutti in sicurezza …

Adesso come la mettiamo?

Non posso andare in giro nei bar, ristoranti, stare con i miei familiari, sono in completo isolamento e, addirittura, dormo in garage per evitare il contatto con le persone a me più vicine.

Il paradosso è che però posso, anzi devo, andare a lavorare in reparto, quindi stare a contatto con i pazienti e pure con tutti gli altri, compreso chi lavora al bar dell’ospedale.

Tutto ciò accade a Civita Castellana dove, attraverso un Pronto Soccorso messo sotto pressione dall’ondata di contagi, filtrano, verso i reparti, pazienti covid positivi.

Una situazione, a dir poco, allarmante.

Ancora di più se si pensa che potrebbe in qualche modo essere collegata ad alcune scelte dell’alta direzione che ha ritenuto di poter affidare il governo delle direzioni sanitarie a medici che non hanno la qualifica prevista.

Certamente l’attuale direttore sanitario del PO di Belcolle è un validissimo Otorino, che si avvale di un altrettanto valido Cardiologo per il presidio di Civita Castellana.

Purtroppo, però, nessuno dei due medici possiede la qualifica richiesta per dirigere una Direzione Sanitaria, ovvero la specializzazione in Igiene Ospedaliera.

Per non farci mancare niente, la stessa direzione strategica ASL (chissà con quale fine strategia) ha affidato ai veterinari un ruolo chiave nel Team Operativo Covid (TOC) e li impiega, parallelamente ai controlli sanitari sul bestiame, per i controlli sanitari sugli studenti delle scuole della provincia di Viterbo.

Un caos totale, direttori sanitari che non sono direttori sanitari, veterinari che si occupano di igiene pubblica, sociologi che dirigono avvocati.

Nella ASL di Viterbo sembra che tutti possano fare tutto e tutto funzioni meravigliosamente bene.

Forse è per questo che nessuno si prende la briga di intervenire.

 

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