Pedofilia, torna in carcere il pakistano accusato di violenza su minorenni

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pedofilo san faustino
Una delle foto di piazza San Faustino, con un uomo che pedina una bambina

Per il presunto pedofilo 29enne si sono riaperte le porte del carcere.

È stato fondamentale l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato di due sedicenni, che si aggiungono alle quattro minori che nella primavera scorsa sarebbero state molestate da un bracciante agricolo pakistano. Il quale fu arrestato dalla polizia ai primi di giugno e poi rilasciato a luglio perché non riconosciuto nell’interrogatorio all’americana delle quattro minorenni, tutte di origine straniera.

Il teatro dei presunti delitti sono il quartiere sempre più al centro di episodi di (micro)criminalità: piazza San Faustino, in pieno centro storico di Viterbo.

I due nuovi casi all’attenzione della procura si sono verificati nel novembre di un anno fa e il 5 settembre del 2019. Davanti al gip, ascoltate in forma protetta, le due presunte vittime e un’altra minorenne che avrebbe assistito a uno degli episodi hanno riconosciuto l’uomo. Che si sarebbe avvicinato alle ragazze e avrebbe tentato degli approcci sessuali.

Il 29enne è difeso dagli avvocati Marina Bernini e Samuele De Santis. I quali hanno sempre detto che il loro assistito è innocente e lamentano un modus operandi giustizialista nei confronti del 29enne di origini asiatiche. “L’indagato è stato riconosciuto anche se le condotte secondo noi non integrano il reato ascritto”, dicono i due legali.

“Intendiamo, e sarà un aspetto che sottoporremo quanto prima al consiglio direttivo della camera penale, attirare l’attenzione sul fatto che è stato compresso il legittimo diritto alla difesa vietando l’ingresso a membri del collegio difensivo, e come già avvenuto a seguito del primo incidente probatorio, a noi favorevole, intendiamo criticare le modalità di svolgimento dell’audizione protetta e della ricognizione atipica oltre che dello stesso incidente probatorio, perché tutti particolarmente suggestionanti e in evidente violazione della Carta di Noto”.

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