Dura protesta stamattina sotto la Prefettura da parte dei sindacati SIPPE e SINAPPE di Viterbo

Penitenziaria in piazza: “Condizioni di lavoro disumane, ministro Bonafede smetta di sorridere e intervenga!”

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“Manifestiamo contro le difficili e disumane condizioni in cui lavoriamo”. Stamattina si è tenuta la dura protesta dei sindacati SIPPE e SINAPPE della polizia penitenziaria di Viterbo, da tempo sotto accusa per delle presunte violenze ai danni dei detenuti.

“Il ministro Bonafede deve smetterla di sorridere e intervenire, perché la situazione a Mammagialla e in molti altri carceri italiani è fuori controllo”, ha dichiarato – megafono alla mano – il segretario generale del Sippe Carmine Olanda.

Il segretario generale Carmine Olanda

10.000 detenuti di troppo e 5.000 agenti in meno: questa la terribile situazione in cui vertono i carceri italiani. Una situazione che è – purtroppo – ben rappresentata dalla casa circondariale viterbese.

“Noi della polizia penitenziaria ci sentiamo abbandonati da questo governo – ha continuato il segretario generale – protestiamo soprattutto contro le accuse gratuite che ci vengono fatte, non ci sentiamo tutelati”.

Un messaggio chiaro e forte, diretto anche al Comitato Prevenzione Tortura (C.P.T.) del Consiglio europeo: “Chi lavora e si impegna per mandare avanti la difficile situazione nelle carceri dovrebbe essere applaudito. Rispettiamo la magistratura, ma non possiamo accettare le accuse con facilità e processo alle intenzioni”.

Agenti della penitenziaria davanti la Prefettura per manifestare

“Neanche ci sono 10 agenti contemporaneamente – ha poi proseguito Antonio Pierucci, segretario del SINAPPE, riferendosi alle accuse secondo le quali un detenuto sarebbe stato aggredito a Mammagialla nel 2018.

“Siamo a servizio e disposizione dei cittadini”, hanno poi continuato gli agenti della penitenziaria, intonando l’inno di Mameli e schierandosi a difesa dei colleghi accusati.

Il sindaco Arena e il vicesindaco Contardo

Prima del termine della manifestazione, l’intervento del sindaco di Viterbo Giovanni Arena e parte della maggioranza scesa in piazza per ascoltare i manifestanti e rilanciare il loro appello al Governo per un veloce intervento.

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