Bagarre in aula tra rappresentanti del Comitato per l’acqua pubblica e il presidente Nocchi

“Per evitare la privatizzazione dell’acqua è necessario un impegno comune”

307
Da sx: Fraschetti, Bossola, Nocchi, Daniele

Equità tariffaria, costi di depurazione dell’acqua e prospettive future di Talete in merito al prestito di 40 milioni promesso da Arera.

Questi gli argomenti al centro della riunione tenutasi questa mattina a Palazzo Gentili a Viterbo, a cui hanno preso parte i sindaci soci dell’Ato, i rappresentanti dei comitati a favore dell’acqua pubblica, l’Ingegnere Alessandro Fraschetti, direttore generale di Talete, Andrea Bossola, presidente di Talete, Pietro Nocchi presidente della Provincia e l’Ingegnere Giancarlo Daniele, direttore dell’Ato.

Il presidente della Provincia Pietro Nocchi

Il presidente Nocchi ha sottolineato l’importanza di ricevere il prestito da Arera. “Si tratta di una somma necessaria per far ripartire Talete – ha detto – servono investimenti per intervenire sulle nostre reti idriche – ormai vecchie – e aiutare i Comuni in difficoltà che non hanno neanche un depuratore delle acque, circa 30 in tutta la provincia. Poi – ha continuato – si dovrebbe istituire una tariffa unica per l’acqua in tutta Italia, così come per l’energia elettrica”.

Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena ha rivolto un’interrogazione al presidente di Talete Bossola sui tempi e i “realistici sbocchi di questa azione”. “Arera ha chiesto alla società un piano industriale – ha detto Arena – ma sarebbe giusto dare ai cittadini e a chi lavora in Talete delle certezze. Ci sono altri ostacoli che possono condizionare ancora questo percorso o siamo sulla strada giusta?”, ha chiesto il primo cittadino.

Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena

Per Bossola quello intrapreso con Arera è l’unico percorso che Talete poteva imboccare. “Non ci sono alternative per far rimanere la società in vita – ha risposto – l’unica possibilità è accedere a questo fondo di perequazione che è disponibile a prestare soldi a tassi agevolati”.

Nel corso dell’incontro non sono mancati anche interventi dai toni piuttosto “accesi” da parte dei cittadini.

Francesco Lombardi, del Comitato regionale per l’acqua pubblica

Francesco Lombardi, del comitato regionale dell’acqua pubblica, ha puntato il dito contro il presunto “processo di privatizzazione” dell’acqua che si sta portando avanti e il prestito di Arera, appena sufficiente – secondo Lombardi – a colmare i debiti della società.

C’è poi la problematica di chi lavora in Talete.

Uno dei rappresentanti ha commentato che “se naufraga Talete naufraga anche l’acqua pubblica” e che è ora di smetterla di “sparare contro i lavoratori”.

Anche il Comitato per l’acqua pubblica “Non ce la beviamo” ha ammesso di stare dalla parte dei lavoratori, che in questa situazione dovrebbero – secondo una dei membri del Comitato, che invoca la gestione dell’acqua attraverso un ente di diritto pubblico – “smuovere i sindacati per difendere i propri diritti”.

Il presidente Nocchi ha chiuso tornando sul tema della privatizzazione. “Penso sia interesse di tutti che la società resti pubblica e che ogni cittadino paghi ciò che gli corrisponde – ha detto – se vogliamo far crescere Talete e fare in modo che abbia i dipendenti che ora non ha è necessario un lavoro comune”.

L’incontro – organizzato appositamente da Nocchi per “fare il punto su Talete e informare su ciò che si sta facendo per la società” – si è concluso con un nulla di fatto e molte polemiche da parte dei cittadini e di alcuni sindaci della provincia, a conferma di quanto le posizioni del presidente Nocchi e di Bossola siano ancora molto distanti da quelle dei comitati.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui