Una signora di Viterbo segnala le difficoltà riscontrate per riuscire a ottenere la prenotazione

“Per fare il tampone ho dovuto minacciare la Asl di rivolgermi ai carabinieri”

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Cinque giorni di ansia in attesa di una risposta dalla Asl.

Una signora di Viterbo ha trascorso cinque giorni cercando di parlare con l’azienda sanitaria per poter prenotare un tampone.

“Mia figlia di 16 anni è risultata positiva. – racconta – Il 27 dicembre appena ricevuto l’esito ho subito trasmesso il referto del tampone alla Asl. Ho poi iniziato a telefonare per poter prenotare il tampone per l’altra mia figlia e per me in modo di poter accertare la nostra situazione”.

“Per cinque giorni ho passato mattina e pomeriggio a telefonare alla Asl, senza riuscire a parlare con qualcuno. Mi hanno richiamato il 31 dicembre e mi sono sentita rispondere che le prenotazioni erano piene, che i casi sono molti e che la prima data disponibile per fare il tampone era il 5 o 6 gennaio, a Fiumicino”.

Oltre 200 chilometri tra andata e ritorno per fare un tampone!

“Una cosa allucinante, con un positivo in casa. Ai giorni già passati chiusi in casa ne avremmo dovuto aggiungere altrettanti”.

“Capisco che i casi sono tanti però la Asl non si interessa, ti abbandona” aggiunge.

La signora comunque non ha ceduto. “Ho minacciato di sporgere denuncia ai carabinieri se non mi avessero fatto fare il tampone. A quel punto mi hanno prenotato”.

Così ieri, insieme con la ragazza più grande, ha potuto fare il tampone.

Anche se non è stata una passeggiata.

“Il drive in del Riello era affollato. Quattro lunghe file di auto, abbiamo aspettato in coda quattro ore e mezzo per arrivare a fare il tampone. Una cosa allucinante” conclude.

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