Per San Silvestro, lenticchie e tampone, fra file e timori

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Roma e Lazio, come il resto d’Italia, si ritrovano alla fine del 2021 nel pieno della quarta ondata con i contagi che aumentano insieme ai test effettuati che iniziano a scarseggiare.
I contagi continuano inesorabilmente a crescere e così i timori. Con l’addio ai veglioni tradizionali,  viste le norme anticovid in vigore, si sono registrate prenotazioni ai ristoranti per la sera di San Silvestro, ma anche molte disdette per quarantena, paure e positività post natalizie.

Se per i tamponi non siamo ancora all’emergenza, per i reagenti è già allarme. Una richiesta di ulteriori scorte è arrivata anche al presidente dell’Ordine dei medici di Roma. Si registrano allungamenti di diversi giorni per gli appuntamenti sull’effettuazione dei tamponi molecolari.
Ciò capita non solo nella capitale, ma anche in diverse altre città e Regioni.

Tra Green pass e  festività, non c’è mai stata tanta richiesta di tamponi in Italia.

Anche a Viterbo  auto in fila al drive in e  attese di ore in tutto il Lazio che, dal 3 gennaio, dovrebbe diventare zona gialla.

Tamponi molecolari alle stelle in alcune strutture private, fino a 140 euro a Roma, per avere il risultato in poche ore.

Fra controlli dell’ultimo minuto, prima di sedersi a tavola con i parenti e sospetti per raffreddori improvvisi, per tutte le feste di Natale i romani si sono ritrovati a decine davanti alle farmacie o agli ambulatori per un test: la corsa ai tamponi ha mandato in tilt la città, con tanti presidi sanitari che hanno dovuto sospendere le prenotazioni.

Un San Silvestro diverso da trascorrere dunque fra lenticchie e…tampone!

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