Visto il numero di candidati sindaco e consiglieri in campo, anche una sola preferenza in più diventa vitale

Per una manciata di voti, la corsa al Comune si giocherà sul filo di una esigua differenza

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Il centrodestra sembra – in politica mai dare nulla per scontato – destinato ormai a spacchettarsi in tre rivoli.

Rivoli, perché nessuno tra Lega, Forza Italia (quella che guarda a destra) e Fondazione appare in grado di poter contare alle Comunali su un fiume di preferenze.

La confusione dopo la fuga in avanti di Fratelli d’Italia, i battibecchi, i continui distinguo su tutto nel ristretto lasso di tempo di tre mesi, hanno minato il residuale appeal delle tre forze sull’elettorato.

In più alcuni di loro hanno firmato per far cadere l’amministrazione di cui erano maggioranza.

Tutti dati che, seppur spesso i cittadini dimostrano di avere la memoria corta, sono ancora temporalmente troppo vicini e troppo freschi per essere già finiti nel dimenticatoio.

Quindi? Ognuno per proprio conto, poi si vedrà.

Porte aperte da Fratelli d’Italia per chi volesse aggregarsi. Una strizzatina d’occhio a quella parte del Carroccio che, nei giorni precedenti alla decisione di correre da soli, aveva espresso interesse a tale possibilità.

Il poi si vedrà, da rumors e da dichiarazioni rilasciate, per qualcuno pare essere l’approdo a una maggioranza Draghi al secondo turno.

Intanto, con il probabile ingresso di tre ulteriori candidati sindaci per un totale di 10 aspiranti alla fascia tricolore e con una moltitudine di papabili consiglieri, è di tutta evidenza che il voto sarà talmente frazionato che diventa vitale anche poter contare su una piccola manciata di preferenze in più.

E altrettanto vitale sarà riuscire a convincere i viterbesi a recarsi alle urne il 12 giugno.

 

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