I due sindacalisti si scatenano nella conferenza indetta dopo il sit-in fuori alla Cittadella, nel mirino la Asl ed anche il sindaco Giovanni Arena

Perazzoni e Gubbiotto contro la Asl: “Non possiamo far finta che tutto vada bene, dov’è il sindaco Arena?”

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I sindacalisti di Nursing Up (sx) e Confael (dx) durante la conferenza

“Non possiamo far finta che tutto vada bene”. Questo lo slogan che ha accompagnato la mattinata di protesta dei sindacati davanti la sede della Asl di Viterbo in via Enrico Fermi. Il sit-in sotto la Cittadella della Salute viterbese è stato indetto da Confael, NursingUp, Cisals e Ugl e, subito dopo, alle 12, si è svolta la conferenza stampa.

Durante la conferenza hanno preso la parola Egidio Gubbiotto, segretario nazionale della Confael, e Mario Perazzoni, segretario di NursingUp, il sindacato degli infermieri. Entrambi i sindacalisti hanno attaccato duramente la gestione della pandemia targata Donetti, non risparmiando neanche un attacco al sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, accusato di immobilismo.

Egidio Gubbiotto, segretario nazionale di Confael

“Siamo all’ultima chance – ha esordito Gubbiotto in apertura – non sappiamo più cosa fare per risolvere i problemi della sanità viterbese. E’ da Aprile che scrivo denunce, esposti e comunicati, ed il fatto che non ho ricevuto alcuna querela dimostra che non scrivo stupidaggini. La Asl ha iniziato a sbagliare ad aprile con una cosa vergognosa, quando dirigenti e medici minacciavano gli infermieri di non indossare la mascherina altrimenti ci sarebbero stati dei deferimenti presso gli uffici di provvedimento disciplinare per procurato allarme. Cosa volevano coprire? Da lì è partita la nostra prima denuncia e, fortunatamente, si e bloccata situazione. Era in atto un vero e proprio terrorismo, sotto i provvedimenti disciplinari non si scherza. La conseguenza di non indossare era il contagio da Covid per gli infermieri, e pensate che la Asl non istituisce nemmeno l’infortunio sul lavoro perchè, secondo loro, il Covid se lo beccano a casa e non in ospedale. Tutti sappiamo che è l’Inail che deve verificare dove è stato contratto il Covid, non la Asl. Non possono raccontarci barzellette. Abbiamo le prove di quello che diciamo, e le risposte fornite dalla Asl non le condividiamo in quanto non sono veritiere”.

“Noi – prosegue il segretario nazionale di Confael – abbiamo a cuore anche gli utenti della sanità, ovvero i cittadini. A riguardo ci domandiamo: alcuni di quelli che sono morti a causa del Covid lo hanno preso a Belcolle? Il Pronto Soccorso scoppia e voi sapete perché? Noi sì. Il Pronto Soccorso di Belcolle scoppia perché è nato per una certa quantità di utenti, ma quando vai a chiudere  Ronciglione, Montefiascone, Acquapendente e Vetralla è chiaro che tutti i pazienti della provincia vadano a confluire in Belcolle. Ci sono anche stati casi di utenti entrati negativi ed usciti positivi, in questo caso o è il tampone che mente o il paziente ha preso il Covid in ospedale. Abbiamo inoltre scoperto che sono scoppiati diversi focolai in alcuni reparti. Io non lo so se ci sono delle indagini in corso, ho fatto molti esposti alla Procura ed alle forze dell’ordine. Sarebbe il caso che facessero indagini e sopralluoghi. Vengono fatti, giustamente, molti sopralluoghi all’interno dei locali privati, ma quanti sopralluoghi vengono fatti nei locali Asl? Noi auspichiamo che la magistratura faccia un’inchiesta vera perché non è più possibile andare avanti così. Le divise per gli operatori sanitari – denuncia Gubbiotto – non ci sono e ci hanno risposto che hanno chiesto alla ditta di portarle da 3 a 5, ma non ci sono lo stesso e loro non revocano l’appalto alla ditta. Questi ragazzi sono costretti a vestirsi a metà. Siamo a questi livelli, è vergognoso anche che gli operatori socio-sanitari vengano sfruttati: hanno i contratti da ausiliari ma gli fanno svolgere funzioni da Oss”.

“La verità – conclude il sindacalista – è che nel periodo estivo i dirigenti Asl hanno dormito. La seconda ondata era prevista e loro erano i primi a dirlo. Mi hanno chiesto addirittura di annullare il sit-in, ma noi siamo dei veri sindacati autonomi, non come gli altri che sono servi del padrone. Cisl e Uil sono diventati delle finanziarie”. Infine l’attacco al sindaco Arena, accusato di rimanere impassibile di fronte alle richieste dei sindacati: “Ma Arena dove sta? Sa che è la massima autorità sanitaria? Gli abbiamo chiesto un incontro ed ancora ci deve ricevere, ci ha detto che ci risponderà non appena avrà disponibilità”.

Ad intervenire è stato poi Mario Perazzoni per NursingUp: “Come dice il nostro slogan di

Mario Perazzoni, segretario del sindacato NursingUp

oggi, non si può far finta che tutto vada bene. Ad aprile, finita la prima ondata, non hanno fatto alcuna opera di riconversione per le strutture poiché pensavano che l’emergenza fosse finita. Hanno fatto tre reparti, li hanno chiusi e poi li hanno riaperti. Non abbiamo percorsi, ci sono persone positive al tampone che vengono messe in barelle in giro per i corridoi dell’ospedale. Solo ieri hanno comprato una barella di biocontenimento, fino a ieri non esisteva. Le sanificazioni non vengono effettuate come a Roma ma con un materiale liquido solo sulle parti solide, nessuna sanificazione per quelle aeree. Nei tre Ps vengono utilizzate stanze che non sono a pressione negativa, a Civita Castellana su 7 dipendenti 3 si sono presi il Covid. Una signora mi ha telefonato dicendomi che ha la mamma di 83 anni con malattia cardiaca che ora, dopo aver preso il virus in ospedale, è ricoverata in un reparto Covid senza poter avere contatti telefonici”. Poi Perazzoni racconta la sua drammatica testimonianza: “Un paziente, che era anche un mio amico, è morto e sapete dove lo hanno messo? Dentro una busta di plastica. E la famiglia non l’ha neanche potuto vedere. Mi hanno detto che questa è la normale prassi, neanche gli americani in Vietnam mettevano i morti in buste di plastica”.

“Ogni 2 anni – prosegue – vengono fatti i cosiddetti passaggi di fascia, dovrebbe esserci meritocrazia ma questa non c’è. Siamo stati costretti a denunciare gli RLS (rappresentanti lavoro sicurezza) che sono stati istituiti tramite delle elezioni pilotate e, nonostante questo, non hanno fatto praticamente nulla”.

Perazzoni conclude il suo discorso ed anche la conferenza così: “Noi combattiamo contro un’azienda che sta mandando a rotoli la sanità viterbese e non ci fermeremo qui. Lo ripeto, non possiamo più far finta che tutto vada bene”.

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