Perle della Tuscia: il magico Bosco del Sasseto, tra alberi e fiabe

Una suggestiva selva pervasa da un'atmosfera fiabesca

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Chi si reca per un cammino tra questi alberi secolari non può non fare a meno di notare quanto il luogo sia diverso da qualsiasi altro: il Bosco del Sasseto (talvolta, non a caso soprannominato “il Bosco delle Fiabe“), chiamato “Sasseto” per la presenza di molti massi lavici originati da un antico vulcano, regala un’atmosfera diversa, quasi magica, che pochi altri boschi sono in grado di donare.

Fonte: Torre Alfina (@torrealfinaofficial, pagina di Facebook)

La “monumentale” foresta si apre nella sua antica magnificenza immediatamente al di sotto del, peraltro meraviglioso, Castello di Torre Alfina: esso, Palazzo Monaldeschi fatto ristrutturare in tutto e per tutto dal Conte Edoardo Cahen (fine ‘800), è strettamente collegato alla storia del bosco stesso, poiché è proprio il restauratore appena nominato che si occuperà di renderlo agibile con la creazione di sentieri adatti per visitarlo.

Fonte: Torre Alfina (@torrealfinaofficial, pagina di Facebook)

Fattore che concede ancora di più un’atmosfera particolarmente magica alla selva, è la presenza del mausoleo del marchese Edoardo: questo è con gli anni divenuto il “simbolo” del bosco, poiché, con la sua arte neo-gotica particolarmente suggestiva, collocato in un luogo del tutto inusuale e comunque già suggestivo di per sé, è probabilmente l’opera che rimane maggiormente impressa nel cuore di chi visita questi magnifici sentieri.

La biodiversità di flora e fauna è fuori dal comune per tutta la zona della Tuscia: la ricchezza del bosco è riconosciuta a livello nazionale. Gli alberi al suo interno sono, tra gli altri, l’olmo, l’acero, il leccio, il faggio e l’albero della manna; alcuni superano i 25 metri di altezza e hanno il diametro di oltre un metro. L’area è infatti protetta.

Fonte: Torre Alfina (@torrealfinaofficial, pagina di Facebook)

I sentieri si snodano in una emozionante passeggiata tra grandi tronchi, spigolosi massi coperti da muschi e felci e piccoli fiori da sottobosco; talvolta è possibile rintracciare anche qualche piccolo corso d’acqua. La location resa unica da tutti questi scorci naturalistici è stata più volte utilizzata come set cinematografico e come oggetto di documentari di livello nazionale (anche del National Geographic). Lo stesso borgo di Torre Alfina è stato inserito tra i “Borghi più belli d’Italia”.

Fonte: Torre Alfina (@torrealfinaofficial, pagina di Facebook)

La raccomandazione è certamente quella di non sbilanciarsi troppo con le difficoltà per effettuare la passeggiata: è il caso di evitare passeggini e non far venire persone con disabilità motorie. Per i sentieri principali la durata calcolata della passeggiata è di circa 2 ore, per una lunghezza di 3 chilometri. Il percorso è ad anello.

Il territorio è di proprietà del Comune di Acquapendente e l’accesso al sito è possibile solo tramite prenotazione con biglietto di ingresso, il quale comprende anche l’entrata al vicino Museo del Fiore. Per maggiori informazioni si può contattare direttamente la biglietteria al 0763719206 (o via mail a boscodelsasseto@comuneacquapendente.it)

Un video del Bosco su Niagara (RAI 2):

 

Come raggiungere il luogo:

https://goo.gl/maps/M4M5GWCDFw5dJrCz9

0763719206

 

 

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