Perle della Tuscia: il panorama su Viterbo dalla Croce della Palanzana

Una vista su Viterbo che non ha eguali nell'intera Tuscia

113
Foto di Comberiati Matteo

La salita è dura, ma quando arrivi in cima il panorama è fantastico” – Ebbene, mai frase fu più azzeccata per descrivere ciò di cui si parla quando viene tirata in ballo la nota Croce della Palanzana. Arrivarci è sicuramente una bella impresa, poiché, nonostante la pluralità dei sentieri, lo sforzo richiesto è comunque alto; eppure tutta la fatica, alla fine, viene ripagata: la vista che si apre dal punto in cui è stata collocata la Croce è qualcosa di unico in tutta la Tuscia. Ci troviamo a circa 800 metri di altezza s.l.m. , e questo, in una zona come quella viterbese, significa un’apertura visiva totale.

Foto di Comberiati Matteo

Il monte, come tutti gli abitanti della Tuscia sanno, domina la Città dei Papi ed è dunque, per chiunque cresca qua, un fratello indiscusso e un compagno di ogni giorno. Mentre il tempo passa, le abitudini cambiano e il mondo progredisce, il vecchio vulcano è sempre là, pronto a fare da sfondo a tutte le vicende umane che si svolgono ai suoi piedi. Quasi a ricordare la sua grandezza, quasi a sottolineare quanto ogni vana perdita di tempo a cui noi diamo tanto conto, poi non abbia più di tanto valore rispetto all’eternità della natura.

Foto di Comberiati Matteo

La Palanzana è, come anticipato, parte di un insieme di rilievi vulcanici facenti parte dei Monti Cimini, posti sull’anti-appennino laziale. La vegetazione rigogliosa e gli scorci naturali mozzafiato accompagnano il viaggiatore in questa ascesa che porta alla tanto agognata meta, a partire dalla Valle dell’Arcionello, resa fertile dall’apporto idrico fornito dal famoso fiume Urcionio, corso d’acqua un tempo visibile nell’area cittadina ma oggi sottoposto al potere dell’asfalto, il quale nasce proprio dalle pendici dell’ex vulcano.

In realtà la storia, in questa zona, non è stata scritta unicamente dall’attività vulcanica ormai terminata da millenni, ma, in tempo recente, anche dall’uomo stesso, e più precisamente questo scorcio di storia contemporanea riguarda proprio la Croce trattata: nel 1964 infatti Remo Anselmi rischiò di schiantarsi con il suo aereo contro il monte riuscendo a salvarsi in extremis; la paura dello schianto e l’amore per un posto definito “la mia grande e verde palestra” furono ciò che lo convinse a riporre la struttura in ferro laddove oggi troviamo quella in legno (sostituita sempre da Anselmi per via del deterioramento della precedente).

Foto di Comberiati Matteo

Sulla vetta si trovano anche i resti di quello che probabilmente era un eremo e la rimanenza del cratere (spesso deturpato dagli incivili ma ripulito più volte) del vulcano.

Un luogo meraviglioso, dunque, e di certo già noto alla maggior parte dei viterbesi, che tuttavia non poteva mancare nella nostra rubrica sui luoghi più belli della Tuscia. La visita, ovviamente, è sconsigliata a chi presenti disabilità fisiche e non disponga, comunque, di una buona forma. E’ una gita che porta via un po’ di tempo (più o meno, in base al percorso prescelto), dunque si consiglia a chi la voglia intraprendere di prepararsi adeguatamente con acqua, cibo e abbigliamento.

Un meraviglioso video della Palanzana e la Croce:

Come raggiungere il luogo:

3926024640

https://goo.gl/maps/Wc9FrHCPEfExERXk8

Arrivati al Convento dei Frati eremiti della Palanzana, si lascia l’auto in modo da non creare intralcio ai cancelli presenti e si prosegue con il sentiero ben visibile sulla sinistra fino a scegliere il percorso qualche centinaio di metri più avanti. Quello più breve è ben segnalato, sempre sulla sinistra, da segnaletica varia, sia affissa su un palo sia colorata su una roccia: questo percorso è la “direttissima”, più ripida ma molto più veloce, ed è facilmente riconoscibile per queste sue caratteristiche.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui