Perle della Tuscia: la Cascata della Mola, in un parco straripante

Cascate, fiumi, laghi, strutture antiche, sorgenti termali: il ricchissimo Parco della Mola è un'esplosione di meraviglia

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©SimoneChiani

Effettivamente sarebbe complicato trovare una parola migliore di “straripante” quando si parla del ricchissimo “Parco della Mola” di Oriolo Romano; non basta certo un solo articolo web per esaurire tutto ciò che ci sarebbe da dire, perciò si proverà a essere sintetici.

Piazzato lontano dal centro abitato (circa 5km di distanza), raggiungibile dopo aver percorso con l’auto una lunga discesa sul valico di un’altura, si trova in un luogo in cui la natura pervade ogni cosa, finanche le poche costruzioni umane (antiche) ancora in piedi.

La nota positiva sta nel fatto che, nonostante sia addentrato nei meandri più remoti dell’Oriolo selvaggia, sia facilmente raggiungibile da chiunque, dopo un bel pezzo in auto.

Si tratta di un parco dominato, appunto, da ciò che resta della “mola” (mulino) costruita da Giorgio Santacroce nel 1573. La Mola, detta “del Biscione“, è posta accanto ai resti delle antiche opere di canalizzazione e delle mura perimetrali in tufo. La quantità d’acqua presente è ritenuta ancora oggi sintomo di grandi potenzialità idriche.

Dai resti e dall’abbattimento di una parte della struttura antica, nasce, appunto, la Cascata della Mola. Questa, non altissima e non particolarmente impetuosa, sfocia in un delizioso laghetto che, peraltro, viene utilizzato da alcuni per la pesca; un bacino d’acqua che segue (ed è preceduto) da un fiume nel quale, si dice, si fosse imbattuto Enea, nei secoli precedenti la fondazione di Roma.

Come si anticipava all’inizio il Parco è “straripante”: si pensi che, oltre al fiume, al laghetto, alla Cascata e alle strutture antiche ancora visibili del mulino, sono presenti anche delle graziose sorgenti termali, in cui molti ancora oggi si bagnano. L’acqua non è, il più delle volte, caldissima, e dunque molti trovano conforto a bagnarcisi anche con temperature elevate.

Ma no, non è finita qui. I più attenti noteranno anche qualcos’altro, vicino ai tavoli da pic-nic e ai favolosi ponticelli: una sorgente di acqua fresca che, come le già incontrate Cascate dell’Acqua Rossa e dell’Infernaccio, prende il particolare color rosso rame dato dalla presenza di ferro.

Vorremmo, seriamente, dirvi che a questo punto il parco sia finito. Eppure non è così!
C’è la comodissima possibilità, infatti, di andare a visitare, alle spalle del vecchio mulino, la Cascata dall’alto, dal punto in cui cade il getto: basta prendere il sentiero che, al parcheggio, si trova sulla destra, e proseguire in salita fino a che non si sentirà, sulla sinistra di marcia, il rumore dell’acqua; a quel punto sarà semplice comprendere il percorso, facile e ben segnalato da alcuni tagli nella vegetazione.
Vi troverete in cima alla Cascata, al laghetto, e potrete godere dell’idilliaco e incontaminato paesaggio posto anteriormente alla caduta.

La visita, perlomeno per la zona principale, è consigliata a chiunque, anche a chi presenti una disabilità fisica. Si sconsiglia tuttavia, a chi abbia una qualche difficoltà, di cercare di raggiungere la parte alta della cascata, poiché il percorso è più scosceso.
L’unica raccomandazione è di andare piano con l’auto quando si fa la discesa: un po’ perché la strada è abbastanza dissestata, un po’ per l’assenza di guardrail; tuttavia dobbiamo dissentire su tutti coloro che giudicano “impossibile” raggiungere il luogo con un’auto bassa. Andando piano ponendo attenzione alle buche, ci si può arrivare con qualsiasi tipo di vettura.

Alcune foto del luogo (CLICCACI SOPRA PER INGRANDIRE E SCORRI)=

{©SimoneChiani} 

Come raggiungere il luogo:

3926024640

Parco Della Mola
01010 Oriolo Romano VT

https://goo.gl/maps/jxAHsEtwsS2uRGBc8 – Indicazioni con Google Maps

— Quando entrate a Oriolo (partendo da Viterbo/dunque da Nord) dovete prendere la strada che va a destra circa 200 metri dopo la Conad (“Strada Chiusa”) dopodiché continuare su questa fino a girare a destra in “Strada Mola”, la prima sulla destra che incontrerete. Presa anche questa, dovete girare alla prima che trovate sulla sinistra, e continuare sempre dritti finché la strada non diventa sterrata. A quel punto non vi fate prendere dal panico e proseguite, poiché comincerà una lunga discesa (da fare con attenzione) ricca di curve, alla fine della quale raggiungerete il parcheggio della Mola.
Chi scrive è riuscito a compiere questa dissestata strada con una delle auto più basse in circolazione, senza toccare mai il fondo con la parte inferiore della vettura; dunque, con la dovuta attenzione, chiunque con qualsiasi mezzo può riuscire a raggiungere il parcheggio. —

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Un video sul luogo:

 

 

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