Perle della Tuscia: la Cascata dell’Infernaccio, oltre ogni immaginazione

Questa si candida a essere la Perla più bella dell'intera Tuscia. Un posto che chi non vede non può neanche immaginare

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Copyright : Chiani Simone

Quella di cui parleremo oggi si candida a essere a tutti gli effetti la Perla più bella in assoluto, sebbene in questa rubrica ne abbiamo già affrontate moltissime e ne affronteremo ancora. Questo luogo incredibile si trova in una delle forre più profonde dell’intera Regione, a pochissimi passi da Viterbo, più precisamente, in linea d’aria, a metà tra Grotte Santo Stefano e Celleno, ed è infatti raggiungibile dalla nota Strada Teverina. La protagonista indiscussa della puntata di oggi viene chiamata “Cascata dell’Infernaccio“, ed è una delle meno conosciute e più complicate da raggiungere in assoluto; questi impedimenti, tuttavia, sono direttamente proporzionali alla loro bellezza, la quale non trova in alcun caso rivali in tutta la Tuscia per il luogo magico in cui si colloca e per la particolarità di salto e rocce sulle quali si viene a creare.

Apparentemente una sorella maggiore delle Cascate dell’Acquarossa, questa si viene invece a formare dal fiume Rigo, durante il percorso che esso compie per giungere ad affluire nel fiume Tevere. Ci troviamo nel pieno della natura: tutto ciò che è artificiale, in questo luogo, non appare e ci si imbatte in luoghi totalmente incontaminati e, per fortuna, privi di rifiuti (con solo un’eccezione nella parte superiore, nella quale abbiamo tristemente rinvenuto un gran numero di pneumatici a deturpare la zona). Il nome, come si può immaginare, deriva con buona probabilità dalle emissioni gassose che avvengono nel luogo, soprattutto nella gola che si può incontrare qualche centinaio di metri più a ovest del salto acquifero.

Una delle più evidenti peculiarità, caratteristica e di forte impatto, è, come avviene nella pur vicina Acquarossa, il colore rosso-rame dato dalle sostanze ferruginose (come la marcassite) presenti nell’acqua; questa colorazione non si limita alla zona di caduta dell’acqua e alle rocce, ma prosegue per tutta la durata del fiume venutosi a creare nel tempo proprio dal liquido del Rigo; si incontrerà dunque un incredibile “fiume dal letto rosso”, che renderà tutta la durata della gita davvero unica. Il colore dell’acqua proveniente dal salto, ordinario, fa da contrasto con questo meraviglioso rame del resto del posto.

Il salto è di almeno 20 metri: uno dei più alti, per una cascata, nell’intero territorio viterbese; tra le foto sarà aggiunta una con l’autore dell’articolo per dimostrarne l’effettiva altitudine.

La gita, come precedentemente detto, non si limita alla visione della cascata: oltre che un percorso molto difficile ma davvero emozionante per arrivarvi, si può arrivare alla gola da cui provengono emissioni gassose per godere di uno scenario surreale; bisognerà certo stare attenti a non sostare troppo in questo posto, ma un passaggio lo merita senz’altro. E non finisce qui! Nella stessa giornata, tornando alla base e passando per un altro breve sentiero, si può perfino raggiungere la stessa zona appena descritta dalla parte superiore: ecco che (come potrete vedere nell’ultima scena del video che verrà postato alla fine dell’articolo) ci si imbatterà nella precedente gola dall’alto dei suoi 15-20 metri, in un contesto certamente pericoloso ma che i più avventurosi non possono in ogni caso perdersi.

“Fiabesco e diabolico”, così viene descritto da alcuni questo luogo surreale; e noi ci sentiamo di confermare. Se volete perdervi in uno scenario che rimanda a una dimensione altra, in un luogo che per molti versi può essere ricondotto a un apparente smarrimento utile infine a ritrovarsi come esseri del mondo, e se sarete meravigliati dalle foto che saranno inserite, dovete per forza recarvi in questo luogo fuori dalla realtà.

La discesa nella forra è, in base alla strada qui nota, difficilissimo: se si vuole andare da soli si raccomanda un abbigliamento del tutto idoneo (anche a camminare, in certi punti, nel corso d’acqua) e di fare molta molta attenzione. Non ci prendiamo alcuna responsabilità per ciò che può accadere a chi si avventura in questa magnifica ma difficoltosa esperienza. La gita è sconsigliata a tutti coloro che presentino anche una minima disabilità fisica, e a chi soffre di vertigini. L’alternativa è quella di organizzarsi con qualche associazione per effettuare una visita guidata.

I terreni su cui bisogna transitare per arrivare a destinazione fanno tutti parte di proprietà private. In particolare i proprietari si raccomandano di non presentarsi con gruppi numerosi di persone per evitare di danneggiare in qualche modo l’ambiente e, oltretutto, di ledere i loro stessi interessi.

Una galleria di immagini sul luogo: [copyright : Simone Chiani]

Un video del luogo:

 

Come raggiungere il luogo:

Contatto dell’autore dell’articolo – 3926024640

Coordinate per il punto in cui lasciare l’auto – 42.530899,12.128169

Uno dei modi per raggiungere il sito è questo: sulla Teverina (partendo da Viterbo) prendere la stradina sulla destra immediatamente precedente alla Milla. Percorrere per svariate centinaia di metri fino a superare il canile e fare una discesa (in una strada totalmente dissestata: evitare auto basse). Superata questa discesa lasciare l’auto in un punto che non impedisca il passaggio ai mezzi agricoli. Attraversare il campo sulla destra e, all’incirca dopo 2-300 metri, nel luogo in cui si infittiscono gli alberi, scegliere un sentiero che scende (ce ne sono vari). Da qui i sentieri, proseguendo verso est, portano tutti alla cascata. Per arrivare alla gola, invece, procedere allo stesso modo ma verso ovest. Non vi aspettate di trovare sentieri ben segnalati o privi di impedimenti. Scendere verso la forra in questo modo significa dover attraversare dei sentieri molto ripidi e a strapiombo sul fiume formato dalla cascata. Si raccomanda un’attenzione elevata.
Per raggiungere la parte superiore, invece, non bisognerà raggiungere la distesa con gli alberi fitti, ma cercare un sentiero prima, quando si è ancora nei campi: qui il sentiero è più semplice e non presenta particolari impedimenti.
Il consiglio è di andare sempre con qualcuno che già conosce il luogo.

 

 

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