Perle della Tuscia: la Faggeta Vetusta del Monte Cimino, patrimonio Unesco

Una delle perle della Tuscia più conosciute dai viterbesi, che si estende per 58 ettari sul Monte Cimino

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Foto di Coaccioli Giada

Non che servano presentazioni, stiamo parlando certamente di una delle “Perle” più conosciute del viterbese: chiunque nella nostra zona, almeno una volta, si è imbattuto nella suggestiva meraviglia della Faggeta adiacente a Soriano nel Cimino. I profumi, i colori e i suoni del posto sono rimasti impressi in ognuno di noi abitanti della Tuscia, arrivando quasi fino al punto di far inculcare in modo radicale l’idea della faggeta nel nostro essere più intimo, come qualcosa che concretamente ci appartiene, e di cui non abbiamo solo una banale conoscenza.

Foto di Coaccioli Giada

Il magico luogo di cui stiamo parlando si trova sull’Anti-appennino laziale, e fa parte del Monte Cimino, la cui cima alla massima altitudine misura 1053 metri sul livello del mare.

Come faggeta si può con certezza asserire che essa sia una delle più grandi e maestose dell’intera Italia centrale, grazie ai suoi 58 ettari di estensione. Si trova, come anticipato precedentemente, all’interno del perimetro del Comune di Soriano nel Cimino, e di Soriano è effettivamente uno dei simboli preminenti, insieme all’altra perla, l’imponente Castello Orsini.

Foto di Coaccioli Giada

Oltre un milione di anni fa, in questa zona l’attività vulcanica di lave era fortissima: la risalita lungo le fratture di magmi viscosi acidi ha originato più di 50 rilievi collinari facilmente riconoscibili tutt’intorno al domo principale, quello del Monte Cimino. Passeggiandovi si possono osservare infatti alcuni massi trachitici di diverse e svariate dimensioni creati dall’attività vulcanica di lave quarzo-latitiche. Famoso è il grande masso “mobile” noto come Sasso Naticarello o Masso Menicante, del quale parleremo senz’altro in un’altra puntata della nostra rubrica.

In epoca etrusca e poi romana la zona di cui parliamo fu certamente abitata, e ne sono testimoni i tanti reperti ritrovati nel perimetro e all’interno. Gli scavi, per questo, avvengono ancora periodicamente. Si dice che è proprio qui che i romani trovarono il legname necessario per le Guerre Puniche contro Cartagine.
Tutti i ritrovamenti storici sono visibili al museo Pigorini di Roma.
Addirittura c’è chi avanza l’ipotesi che proprio in queste zone Dante Alighieri, di passaggio dopo l’esilio per arrivare a Roma, colpito dalla maestosità e dalla natura della zona, ebbe l’idea per la “Selva Oscura” di cui tutti conosciamo i dettagli.

Foto di Coaccioli Giada

La faggeta è un luogo adatto per tutti i tipi di persone: si può sostare negli antipodi dopo il parcheggio (che è praticamente dentro di essa), ci si può muovere liberamente in zone non troppo ripide e al suo interno, per i più vivaci, sono stati creati e ben segnalati 4 sentieri principali, i quali portano direttamente alla cima del monte, dalla quale è possibile vedere la Valle del Tevere e molti dei borghi circostanti. Alcuni dicono che nelle giornate migliori si possa scorgere anche la Cupola di San Pietro, se si sale sulla torre che si trova nella vetta (attualmente inutilizzabile).

Il riconoscimento al valore come Patrimonio Unesco è arrivato da poco: il 7 luglio 2017.

Alcune incredibili foto della zona scattate da “La Gnaoo”:

Un video del posto:

Come raggiungere il luogo:

3926024640

https://goo.gl/maps/DKBHeyi8i7YmVb4h6

Faggeta del Monte Cimino
01038 Soriano nel Cimino VT

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