Perle della Tuscia: la maestosa Torre di Lavello, simbolo di un condottiero medievale

La compatta Torre, che si alza nella parte più bella del centro storico di Tuscania, è legata alla figura di un importante soldato, chiamato "Angelo Tartaglia Broglio da Lavello"

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Oggi ai suoi piedi sorge un moderno ristorante del paese, ma la sua storia è ben più profonda di ciò che si possa pensare. Nel cuore pulsante del paese (quartiere di Poggio), con i colori propri del resto del centro storico e l’identica suggestiva bellezza, si alza questa compatta opera architettonica, la Torre di Lavello (o “della Vela“).

Qualche fortunato è riuscito perfino a salirvi in cima, transitando per la stretta scalinata a chiocciola quadrata e guadagnando così una vista certo unica al mondo, sui tetti di Tuscania, sulla Valle del Marta e sul resto della Tuscia campestre.

Ma chi fu Lavello? Angelo Tartaglia Broglio da Lavello, noto semplicemente come Tartaglia (Lavello, 1370 – Aversa, ottobre 1421), è stato, oltre che figura politica, un condottiero e capitano di ventura italiano, figlio naturale del principe di Taranto e signore di Lavello, Raimondo Del Balzo Orsini. Fu conte di Toscanella e signore di Acquapendente, Canino, Civitella d’Agliano, Gradoli, Lavello, Marta, Montalto di Castro, Sipicciano, Sutri e Tarquinia. Dunque una figura profondamente legata alla Tuscia. Passò alla storia come uno dei soldati mercenari più forti del periodo delle “Compagnie di Ventura”.

Fu nel 1421, anno della morte, che Papa Martino V lo elevò al rango di conte ereditario e lo investì della città e del territorio di Tuscania, assegnandoli in feudo a lui e ai suoi successori.

Comunque già in precedenza era considerato padrone di Tuscania, e visse stabilmente nel paese per 8 anni, facendo ristrutturare la cinta muraria e concentrandosi in particolare sul Palazzo e la Torre che prende il suo nome, lasciando numerose tracce del suo lavoro ancora oggi visibili. Infatti, presolo ai suoi stipendi, Papa Giovanni XXIII lo nominava fin dal 1414 “vicario generale“, in suo nome, a Tuscania e nella regione circostante, affidandogli l’incarico di riassoggettare all’autorità pontificia le città fortificate di Viterbo e di Corneto.

Oggi, di lui, ciò che rimane a Tuscania, non sono troppe informazioni sulla sua vita e biografia, ma l’ultrasecolare centro storico del paese con la quadrangolare Torre di avvistamento che spicca sul centro abitato e su tutto il paesaggio circostante.

Sotto la Torre si trova il grandioso Parco di cui potete trovare maggiori informazioni cliccando qui. Le altre “Perle della Tuscia”, invece le trovate qui.

Video della Torre con salita:

Come raggiungere il luogo:

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https://goo.gl/maps/hv9sMSHDcM81toBQA

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