Perle della Tuscia: la misteriosa Piramide di Bomarzo

Avvolta tra natura e mistero, la piramide è una perla storica della Tuscia che non tutti conoscono

327

Viene spesso definita come “La piramide etrusca“, l’oggetto della nostra rubrica: tuttavia, affermazioni certe e sentenziose, su un elemento del genere, possono risultare molto rischiose e, addirittura, errate. L’edificio antico di cui parliamo oggi è effettivamente avvolto nel mistero, poiché nessun archeologo la ha mai approfondita, e la scoperta è relativamente recente (1911). Si dice che Pasolini, quando essa ancora non era stata completamente riportata “in vita” ed era ancora completamente sopraffatta dalle piante, amasse camminarvici nei pressi e immaginare l’esistenza, appunto, di un antico edificio al di sotto della natura selvatica; d’altronde si sa: questa zona (detta del “Tacchiolo“), insieme alle strabilianti Cascate di Chia e alla Torre annessa, era fortemente amata dal nostro artista.

Passando tra la natura più incontaminata, in un sentiero segnalato praticamente solo dai segnali di colori bianchi e rossi sulle rocce, ecco aprirsi davanti a noi, a un certo punto, questa meravigliosa perla storica: un edificio dalle sembianze di una piramide a gradoni (del tipo “Chichén Itza“) alto almeno 10 metri, scavato nel peperino, del quale ancora oggi non si sa quale fosse l’utilizzo preciso. Esso viene, in tutta la zona adiacente, circondato da resti di epoche antichissime e vegetazione fittissima; quest’ultima sembra disegnare volontariamente un quadro che è, indiscutibilmente, uno dei più belli e suggestivi dell’intera Tuscia.

Alcuni, seguendo l’opinione più diffusa in assenza di studi approfonditi, sostengono che l’utilizzo fosse religioso, l’edificio un altare etrusco per venerare gli dei, alla cima del quale (accessibile attraverso i gradoni/scalinate) si sarebbe dovuto recare il sacerdote per effettuare le cerimonie; per di più, si sostiene che questi sacerdoti si voltassero verso nord-ovest dall’apice della piramide per rivolgersi agli “dei infernali“.

A riportarla in vita e a tentare di rendere i sentieri e la sua vista meno impervi ci ha provato (e in larga parte riuscito, visto come era ridotta prima) l’esperto del territorio Salvatore Fosci, nel 2008.

L’accesso alla piramide è tuttavia particolarmente complicato perché purtroppo nessuna politica territoriale si è mossa concretamente in favore del suo effettivo sfruttamento turistico. I sentieri sono lontani dalle strade raggiungibili con i mezzi e talvolta impervi; è una gita per questo sconsigliata a bambini piccoli e a chi presenta qualche tipo di disabilità motoria. Anche salire in cima alla piramide non è particolarmente consigliato ai deboli di cuore.

Un video di Project Tuscia sul luogo:

Come raggiungere il luogo:

CONTATTACI

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui