Perle della Tuscia: la Valle dei Calanchi, sfondo sublime dietro Civita di Bagnoregio

Un luogo magico che fa da sfondo al meraviglioso quadro di Civita di Bagnoregio

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Foto di Duilio Cresci

Quando ci si trova davanti a un dipinto o a una scultura, di solito, la prima reazione che si ha è quella di rimanere impassibili per farsi cogliere dalle emozioni; possono certamente, in seguito, le parole dare un colore, una diversa sfumatura a quell’impressione avuta nel primo incontro, ma essa rimarrà intatta, e tutto ciò che verrà descritto sarà un mero contorno.

Nella rubrica di oggi, a tal proposito, la scelta fatta è quella di parlare poco; ci sembra più corretto, davanti a una meraviglia del genere, lasciare che si esprimano le foto e i video (che troverete in fondo a questo articolo). Ci immergiamo in uno spettacolo naturale che è quello della Valle dei Calanchi, sita ai piedi di Civita di Bagnoregio.

Come ogni opera d’arte, l’angolazione da cui la si guarda risulterà fondamentale e farà venir fuori qualcosa di nuovo; la differenza con pitture e sculture, tuttavia, è nella mutevolezza: l’erosione continua e il cedimento di alcune sue parti, faranno di questa Perla naturale qualcosa di sempre diverso, sempre nuovo. Nel corso del tempo gli scenari, sebbene i cambiamenti avvengano a rilento, avranno via via qualcosa di nuovo da dire, via via qualche novella emozione da suscitare. Famosa, tra gli scenari attualmente visibili, è la cosiddetta “Cattedrale“, una zona della Valle in cui la Natura ha sembrato voler riproporre l’arte gotica a modo suo.

La zona in questione è un ampio territorio argilloso composto da numerose creste, formatesi con, appunto, l’attività erosiva dovuta alle precipitazioni e al fluire del tempo. Il danneggiamento avviene tuttavia ai bordi: la zona centrale è lasciata intatta, anche se col passare degli anni potrebbe arrivare a consumarsi anch’essa. Le valli sono due: quella del Rio Chiaro e quella del Rio Torbido, le quali si incontrano al fondo della valle.

La stessa Civita di Bagnoregio, chiamata appunto “La città che muore“, sorge su questa instabile rupe formata da diverse stratificazioni geologiche, come per esempio basamenti calcarei e argille sabbiose.

Proprio per via di questa pericolosa e imprevedibile attività di erosione, in loco è stata istituita un’area protetta: il territorio viene chiamato “Forre della Teverina“, e comprende vari comuni, tra i quali Bagnoregio, Lubriano e Graffignano.

Un video del luogo di Emanuele Michelangeli:

Dove si trova:

https://goo.gl/maps/wBN2roVgHE7GyzK47

Valle dei Calanchi, Bagnoregio (VT)
01022, Bagnoregio VT

Per fare un’escursione contattare: https://www.life-outdoors.org/

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