Perle della Tuscia: l’altissima “Cascata del Pellico” a Canino

Si tratta di una delle cascate più imponenti dell'intera Tuscia

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Foto di Chiani Simone

Come non detto! Ecco che ancora una volta, in questa rubrica, ci ritroviamo a parlare con rabbia di un posto eccezionale per nulla conosciuto e valorizzato come dovrebbe. Si tratta, oggi, di una cascata incredibile, sicuramente la più alta se comparata alle altre affrontate fino a ora nella Tuscia. Si tratta, udite udite, della sconosciutissima “Cascata del Pellico“, formata dal Fosso Timone, affluente del Fiume Fiora.

Si dice “sconosciutissima” in riferimento alla fama in ambito provinciale, perché in realtà gli abitanti di Canino, Farnese e tutti gli altri paesi circostanti hanno certamente coscienza della sua esistenza. Chissà che non la tengano appositamente nascosta per godersela solo loro? Se fosse così, oggi gli infliggeremmo un gran colpo, parlandone e lodandola come merita!

Il torrente, che scorre in modo davvero impetuoso, si ode giungere alla cascata già da alcuni chilometri prima, in linea d’aria; lo stesso si può dire per la sua continuazione. L’acqua, infatti, è tanta, e sembra ormai essersi assicurata un posto fisso, facendosi spazio a forza, per il suo scorrimento costante.

Il flusso dell’acqua, come si diceva, è potentissimo e richiama fortemente alla vitalità più concreta della Natura: la corrente perpetua e chiaramente decisa si fa strada tra la flora di zona con una forza tale da creare un altro getto d’acqua al momento dell’impatto con l’altra acqua del laghetto sottostante. Questo, manco a dirlo, di un colore spettacolare, e anzi più di uno: si passa dal color cobalto, allo smeraldo, a quello della terra dove l’acqua si abbassa.

Tutto intorno l’atmosfera è magica: si è circondati da altissime pareti di roccia basaltica cosparse di un fitto verde creato dalla vegetazione selvatica. A completare il dipinto, sulla destra, sopra il fiumiciattolo che si viene a creare dal lago multi-colore, c’è un albero caduto che si appoggia su un altro e, come per incanto, gli rimane appoggiato, infilando tre-quattro rami infiacchiti tra quelli dell’altro ancora vivo.

Il luogo tuttavia, bisogna ammetterlo, è inaspettatamente tenuto davvero bene, fatta eccezione per qualche (inevitabile) rifiuto, lasciato da qualche (inevitabile) incivile.

Dal XVII secolo al XIX secolo circa, nelle immediate vicinanze, fu in attività un impianto per la lavorazione dei metalli che sfruttava la potenza del flusso acquifero; qui si produceva principalmente ghisa. Dopo questa esperienza, durante il XX secolo, l’azienda fu trasformata in un mulino per la macina di olive e grano.

Raggiungere la cascata non presenta alcuna difficoltà, fatta eccezione per il discernimento della strada giusta: bisogna certo percorrere alcune viuzze minori (che tuttavia sono ben asfaltate), ma grazie al sussidio di Google Maps si arriva con il mezzo di trasporto direttamente sul posto, a due passi dall’acqua, senza necessità alcuna di spostarsi a piedi. Il sito è dunque consigliato a qualsiasi genere di persona. L’accesso è totalmente libero, e dunque gratuito.

Alcuni scatti sul posto:

Un video sul posto:

Come raggiungere il luogo:

Cascata Pellico
01011 Canino VT  
3926024640
Il sentiero per le cascate, dopo il ponticello

 

 

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