Città, necropoli, castello, chiesa: un sito storico immenso

Perle della Tuscia: l’antica città di Norchia, ancora viva tra la natura rigogliosa

E' inaccettabile lo stato di abbandono in cui versa un sito di importanza storica simile

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Inaccettabile. Solo questo viene in mente quando ci si imbatte nell’immenso sito storico di Norchia: una quantità tanto grande e tanto ben conservata di reperti antichissimi, sono infatti lasciati all’espansionismo della natura senza alcun freno; e tutto questo è davvero inammissibile. Parlare di Norchia significa parlare certamente di uno dei siti archeologici meglio conservati per quanto riguarda l’età in questione, e indubbiamente uno dei più grandi. Scoperte avvenute negli ultimi anni, tra l’altro, lasciano pensare perfino che ci sia ancora molto altro da portare alla luce nella zona.

Ci troviamo a pochi passi da Vetralla, nei pressi della località Cinelli: il sito, anche mal segnalato, si raggiunge con non poca difficoltà per le condizioni in cui versa. Perdersi nella natura incontaminata e nei campi incolti, scalare in discesa e in salita la “agorà” delle tombe etrusche, imbattersi in fiumiciattoli e stare perennemente a contatto con pietre scavate migliaia di anni fa, rende tuttavia valevole lo sforzo da compiere per visitare il sito, e trasporta automaticamente indietro nel tempo facendo sembrare di essere, effettivamente, in una città ancora viva.

Rappresentazione dell’antica Norchia

Viva anche perché, come anticipato, si viene travolti dalla natura rigogliosa che (purtroppo) pervade l’intero sito, e dà un’idea di vitalità che si allontana certamente dall’atmosfera di decadenza che potrebbe suscitare la visione dell’antica città e necropoli.

Norchia, della quale non conosciamo il nome originario, era ubicata, con l’obiettivo certo di sfruttare il terreno fertile, su di un lungo pianoro scosceso alla confluenza dei corsi d’acqua Pile e Acqualta nel fiume Biedano. Come ci dice l’iscrizione all’inizio del sito, essa sorgeva sul tracciato dell’antica Via Clodia, la quale poi proseguiva verso Tuscania.

Le prime frequentazioni umane risalirebbero addirittura all’Età del Bronzo, per proseguire poi in epoca arcaica (IV-V sec. a.C.) ove comunque la città non ebbe mai un ruolo autonomo per via dell’influenza predominante di Tarquinia. Fu abitata attivamente per almeno 4 secoli.

Norchia, secondo gli storici e gli archeologhi, costituisce l’esempio più significativo di architettura funeraria rupestre di età ellenistica (IV-II sec. a.C.). Le tombe sono davvero moltissime, e di tantissimi tipi: le più grandi e maestose appartenevano certamente all’aristocrazia agraria, che, come in tutte le civiltà antiche, amava esibire la propria ricchezza e il proprio status sociale attraverso gli edifici funerari. Questa quantità ingente di tipologie di tombe ne fa una necropoli record, in tal senso. Possiede, per la precisione, 5 necropoli: del Pile, della Tomba delle Tre Teste, del Biedano, della Sferracavallo e di Acqualta.

La rigogliosa natura, la quale certamente racchiude una varietà larghissima di flora e fauna, per quanto meravigliosa è talvolta d’impedimento al passaggio nei sentieri, e quindi impedisce o di proseguire il cammino senza mezzi adatti o di godere appieno della visione di certi reperti.

La gita è, per quanto detto fino a ora, sconsigliata a persone con disabilità fisiche.

Alcuni scatti sul posto:

Un brevissimo video sul torrente ai piedi della necropoli:

Come raggiungere il luogo:

3926024640

https://goo.gl/maps/PrfgvyVUPnwvwtabA

Parcheggio Per Necropoli Etrusca
Str. S. Vivenzio, 01100 Viterbo VT

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