Perle della Tuscia: l’eremo di San Girolamo, emozionante rifugio tra i faggi del Monte Fogliano

In una zona pervasa dalla natura rigogliosa emerge questo antico monumento che ospitò Fra' Girolamo Gabrielli nella sua fase di ritiro

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Nella puntata di oggi ci avviciniamo, cosa per noi insolita, al concetto di “sacro”; in particolare conviene spostarsi verso il Monte Fogliano, nei pressi di Vetralla, ossia uno dei rilievi che delimitano a ovest il complesso vulcanico del Lago di Vico. Il romitorio di San Girolamo è inserito infatti nella meravigliosa riserva naturale di cui abbiamo già avuto modo di parlare, ed è la perla di un luogo già dunque di per sé incredibile.

Questo piccolo complesso appare all’improvviso in mezzo a questa ampia distesa naturale, risultando particolarmente evidente all’occhio: la sua apparenza fissata nella roccia, interamente scavata in un ammasso roccioso tefritico (roccia effusiva vulcanica), è risultato di un lavoro durato molto tempo ed effettuato sia da mano umana che dagli agenti atmosferici.

La storia del “sacro” fa riferimento all’omonimo del monumento: questo sito fu la dimora di Fra’ Girolamo Gabrielli il quale, sebbene nato nobile, nel 1525 decise di ritirarsi come eremita in questo luogo di penitenza, per dedicarsi alla scoperta di se stesso e dei simboli naturali del sacro; per questa meditazione proprio il nostro Monte Fogliano, pur provenendo egli da Siena, gli parve il luogo più adatto.

In seguito il luogo fu depredato con tanto di violenza fisica sul praticante cattolico; dopo il fatto e sicuramente per altre motivazioni sconosciute decise di tornare nella sua Siena, donando tuttavia i suoi beni ai poveri.

Visitare il luogo, soprattutto se se ne conosce questa storia, può essere un’esperienza mistica ed emozionante, soprattutto se avviene in momenti di pace totale, senza altri turisti e dunque in solitudine; per pochi attimi si potrà tornare a vivere nei panni del frate, ammirando la bellezza della riserva naturale e la meravigliosa forza della natura che cerca in tutti i modi di ri-prendersi la roccia del romitorio.

L’eremo è ben conservato, e per arrivare si richiede una discreta prestanza fisica.

Foto sul luogo (di Bojidar Dentchev):

Come raggiungere il luogo:

320 460 8122 – Numero da chiamare per essere accompagnati

https://goo.gl/maps/soZNbKjvRCSpxGd36

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