Perle della Tuscia: l’imponente “Ponte del Diavolo”, regalo di Etruschi e Romani

Il "Ponte dell'Abbadia" (o "del Diavolo") è una meravigliosa costruzione etrusca, rinforzata in seguito dai romani, che permetteva di scavalcare il fiume Fiora e di sorreggere un acquedotto

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Da PortMobility ( https://civitavecchia.portmobility.it/it/il-castello-dellabbadia-ed-il-museo-archeologico-di-vulci )

Un sacrilegio: questo sarebbe stato non inserire una delle opere architettoniche antiche più impressionanti dell’intera Tuscia nella seguente rubrica. Formata da blocchi di tufo spugnoso bruno-rossiccio, essa domina incontrastata la valle intorno e il corso del Fiume Fiora, il quale a sua volta, pochi chilometri dopo, va a sfociare con una cascata nel meraviglioso Lago del Pellicone. Parliamo ovviamente del “Ponte dell’Abbadia” (o “della Badia” – o “del Diavolo” – o “dell’Arcobaleno”), posto nelle adiacenze del museo di Vulci, e cioè del Castello dell’Abbadia.

La leggenda vuole che fu costruito, nel corso di una singola notte, grazie ai poteri soprannaturali del Diavolo. In realtà, le fasi di costruzione furono addirittura scandite in più epoche: cominciarono con la prima gli etruschi (presumibilmente intorno al III-IV secolo a.C.) e seguirono i romani (intorno al I secolo a.C.). Alla costruzione più antica risalgono i due piloni in blocchi di tufo rosso direttamente poggianti sull’alveo roccioso del fiume Fiora; alla più nuova i vari rinforzi, come li vediamo oggi. Ci fu in realtà anche una terza fase, molto più recente, nel Medioevo, per adattarlo alle esigenze difensive del Castello (sorto oltre un millennio più tardi).

L’altezza è di circa 30 metri.

La sua imponenza, con la sua bellezza, lo fanno apparire anche in varie opere artistiche. Tra le altre, vogliamo sottolinearne una rilevante e davvero poco nota: quella di Giuseppe Ungaretti. In viaggio a Vulci nella prima metà del ‘900, il noto poeta rimase talmente colpito da ciò che vide, da scriverci due articoli, poi confluiti in una plaquette dal titolo “Viaggetto in Etruria“. Raccontando aneddoti storici e riflettendo sul fluire del tempo e della memoria, decise addirittura di intitolare uno di questi suoi scritti al Ponte del Diavolo stesso: “Inno al Ponte“.

UN VIDEO SUL LUOGO:

COME RAGGIUNGERE IL LUOGO:

https://goo.gl/maps/oyTPrgk2EibU8RacA

Castello della Badia – Museo Archeologico di Vulci
01011 Canino VT
Va segnalato che al maggio 2021 il Ponte risulta chiuso al pubblico, dunque non si può salire sopra. E’ tuttavia possibile “circumnavigare” a piedi il castello e trovare angolazioni da cui ammirare la costruzione. La riapertura è prevista, senza alcuna certezza definitiva, per l’estate. Per maggiori informazioni contattare 0761437787. [Se si intende raggiungere le postazioni da cui ammirare il Ponte, non va raggiunto il Parco di Vulci, ma il museo, sito pochi chilometri prima]
ALTRI SCATTI SUL LUOGO (©SimoneChiani): [CLICCA PER INGRANDIRE E SCORRI]

 

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