Perle della Tuscia: l’isola Martana e il fantasma della regina, sul Lago di Bolsena

Si dice che ancora oggi, soprattutto nelle giornate più tempestose, si possa incontrare o sentire la regina tradita

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La scorsa settimana si è affrontato nella ormai consueta rubrica domenicale “Le Perle della Tuscia” il tema della storica e leggendaria Isola Bisentina sul Lago di Bolsena; è parso abbastanza ovvio trattare nell’attuale puntata l’argomento della sorella di questa: l’isola Martana, con la sua classica forma a mezzaluna. Si tenterà di analizzare anche la nuova con un occhio attento alle informazioni meno conosciute e che potrebbero costituire qualcosa di nuovo anche per gli abitanti stessi del lago.

Quella che trattiamo oggi è la distesa di terra minore per superficie delle due che sorgono al centro del Lago vulcanico di Bolsena: la parte emersa risulta essere di circa 10 ettari, e, a differenza dell’altra appartenente a Capodimonte, questa fa (come suggerisce il nome) parte del Comune di Marta. Non è possibile visitarla, poiché è di proprietà privata. A differenza della sorella, però, è abitata da un unico custode, il quale si occupa di curarne i giardini e della manutenzione generale.

Ci sono alcuni studi che sembrerebbero confermare la presenza, in età antica, di una striscia di terra oggi assente che collegava la terraferma all’isola, nota come “Strada di Amalasunta“.

L’egemonia politica, come per l’altra, è variata molto nel corso del tempo: dallo Stato della Chiesa a Orvieto, da Tuscania ai Farnese e, per un periodo, pare anche che fosse autonoma, cioè che avesse una sorta di comune proprio. Sembra all’incirca del XVI secolo l’entrata ufficiale nella relazione viva ancora oggi con il paese di Marta. Fu, invece, con la caduta del Ducato di Castro che l’isola smise di essere abitata, a metà del XVII secolo. Sembra, per giunta, che durante la tarda età imperiale romana abbia contenuto, per difenderle dalle invasioni barbariche, le spoglie di Santa Cristina, una martire perseguitata e uccisa.

Tuttavia, come anticipato dal titolo, possiamo parlare oggi anche di un fatto meno noto, cresciuto e tramandatosi tra gli abitanti del lago per secoli e secoli: ci riferiamo ovviamente alla morte violenta della primacitata regina Amalasunta, trucidata sull’isola in questione.
Essa, divenuta al capo dell’impero Ostrogoto alla morte dell’importantissimo (a livello storico) padre Teodorico, fu assassinata per questioni di potere dal cugino Teodato, il 30 aprile del 535 d.C.; fu portata sull’isola con l’inganno (di qui l’appellativo di “regina tradita“), e la Martana ne tiene vivo ancora oggi il ricordo con una targa in sua memoria, posta lì a 1500 anni dalla sua nascita.
Secondo alcune testimonianze (per esempio di alcuni pescatori abituali), e qui subentra di prepotenza il mito e la tradizione, ancora oggi, soprattutto durante le giornate con maggior incidenza del vento di tramontana, si sentirebbe il rumore delle sue urla e si potrebbe incontrare il suo spirito. Tutto questo, ovviamente, sull’isola e nei suoi immediati dintorni, anche tra gli scogli stessi.

Un video dall’alto:

Coordinate del posto:

42° 32′ 56.89″ N, 11° 57′ 10.14″ E

 

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