Permessi di accessi in porto, l’Authority valuta di metterli a pagamento

La "tassa" riguarderebbe anche i dipendenti e gli operatori dello scalo. Critiche da lavoratori e politica

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L’Autorità portuale di Civitavecchia sta predisponendo un provvedimento per il quale dal prossimo anno i permessi di accesso in porto saranno rilasciati a dipendenti e operatori solo a pagamento.
Che le casse dell’ente abbiano vissuto momenti migliori è risaputo e lo ha ammesso lo stesso presidente Francesco Maria di Majo venerdì scorso parlando dei mancati introiti dovuti al calo del carbone, ma che si arrivasse ad una tassa per sugli accessi nello scalo “per fare cassa”, come già lamentano dipendenti e operatori, sembra eccessivo.

Del resto già un paio di anni fa la stessa idea l’aveva avuta il presidente dell’Authority di Napoli Pietro Spirito appena insediatosi per decongestionare il traffico dentro lo scalo e scoraggiare chi non aveva davvero necessità di ingresso. Ma l’idea non era affatto piaciuta, nonostante i dipendenti fossero comunque esentati.

Ben diverso è il caso per Civitavecchia dove, a quanto raccontano i ben informati del porto, a pagare dovrebbero essere pure i dipendenti di Molo Vespucci e delle società che hanno sede nello scalo. Per loro si pensa ad un pacchetto annuo da 100 euro per ottenere il permesso di accesso in porto. Cifra destinata a salire per chi, pur non lavorando nello scalo, è un frequentatore abituale come per esempio i membri di alcune associazioni che si trovano su area demaniale. Da capire se il ticket di accesso verrà applicato anche per gli ingressi giornalieri (ovviamente sarebbero comunque esclusi i passeggeri muniti di biglietto).

Modalità e tariffe comunque sono al vaglio di una serie di uffici dell’ente. Proprio la scorsa settimana c’è stato un incontro congiunto tra dirigenti e funzionari dell’area tecnica, dell’area sicurezza e area amministrativa, per capire come applicare la nuova “tassa” e soprattutto quantificare il costo per i nuovi permessi di accesso in porto, finora rilasciati gratuitamente.

Le reazioni

Ma intanto cresce il malumore soprattutto tra chi in porto è “costretto” ad entrare tutti i giorni per raggiungere il proprio ufficio. “Ricordo che già svariati anni fa a qualcuno venne questa idea – afferma il vice sindaco Massimiliano Grasso, dipendente di Molo Vespucci, – ma fortunatamente fu accantonata subito. Oggi se ne torna a parlare, ma sarebbe inutile oltre che impopolare. Non solo infatti non risolverebbe i problemi di bilancio che ha l’ente, ma questo ulteriore balzello andrebbe a pesare solo sui lavoratori e sulle imprese in un momento di crisi e recessione dei traffici”.

Sulla stessa lughezza d’onda il consigliere comunale e vice presidente della Compagnia portuale Patrizio Scilipoti. “Spero che sia un pesce d’aprile fuori tempo – afferma – perché se fosse vero sarebbe gravissimo. E’ assurdo pensare di far pagare i lavoratori per raggiungere la propria sede di lavoro. Una tassa, inevitabile, che alla fine si ripercuoterebbe sulle aziende già in crisi per la mancanza di traffici. Il porto è vuoto, le merci non arrivano più e si pensa a fare cassa sui dipendenti”.

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