Perso sotto la pioggia. Ritrovato dai “familiari” grazie al microchip

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Pioggia incessante il pomeriggio del 18 novembre. Nei pressi della Quercia, fra le auto che circolano velocemente, improvvisamente, si vede un pastore tedesco che cammina a fatica, zoppica e sembra ferito. Rischia di essere investito. Sembra chiedere aiuto.

Tanti automobilisti passano indifferenti, cercando di evitarlo.
Molti lo ignorano.

Alcuni passanti si fermano. Il cane è docile, affettuoso e affamato.
Una signora, proprietaria di un altro cane, gli dà del cibo.

I passanti chiamano la Polizia Locale di Viterbo che allerta il servizio veterinario della Asl.
Nel frattempo essi, sotto la pioggia, si prendono cura del cane. Sembra anziano e sicuramente dolorante.
Arriva il veterinario, il cane si fa prendere senza opporre resistenza.

Ha il microchip, per fortuna.

Vengono chiamati i proprietari che, felici di averlo ritrovato, lo riportano a casa. Era uscito dal cancello e si era perso.
Un lieto fine per il pastore tedesco, ma, se nessuno si fosse fermato, indifferente alla sofferenza del povero animale, sarebbe andata così?

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