Domani 9 luglio la presentazione del libro

Persona, ambiente e profitto, se ne parla a palazzo Doebbing

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L’estate sutrina ha preso le sue mosse e il Museo di Palazzo Doebbing, anche quest’anno, sarà la cornice ideale per una serie di eventi che si protrarranno fino al 17 settembre.

I giardini dello splendido palazzo, nonché ex sede vescovile, accoglieranno gli ospiti che vorranno trascorrere piacevolmente le serate di questa bella stagione.

Il prossimo appuntamento, il secondo in programma sulla lunga lista, è previsto per domani venerdì 9 luglio.

A partire dalle ore 21.00 il vice sindaco Luigi Di Mauro e Giampaolo Sodano presenteranno il libro “Persona, ambiente, profitto. Quale futuro?” di Giovanni Maria Flick, che interverrà e sarà presente durante questo appuntamento, e Maurizio Flick.

Chi è Giovanni Maria Flick? Avvocato e vincitore, a soli 24 anni, del concorso in magistratura. Nel 1996 viene nominato ministro della giustizia nel governo Prodi I, ma non solo. Nel 2000 diviene giudice della Corte Costituzionale con la nomina del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Dopo esserne diventato vicepresidente, nel 2008 ne assume il ruolo di presidente. Maurizio è anch’egli avvocato, insegnante universitario e componente del Comitato Scientifico della Fondazione Courmayeur.

Il libro che verrà presentato è un invito a riflettere su un tema profondamente attuale. Si investiga sulla tutela dell’ambiente, sulla salvaguardia della natura, indagandone le relazioni esistenti con il mondo economico. Si intende approfondire sul futuro del pianeta e dell’uomo, “un futuro che non è più lo stesso” come diceva Paul Vàlery.

L’analisi trae spunto in particolar modo dall’oggi, dal mondo attuale, quello che ha conosciuto una pandemia che necessariamente impone di ripensare il domani.

Il virus, mettendo in evidenza vecchie e nuove fragilità proprie di una società iper globalizzata, ha reso l’Europa consapevole dell’inadeguatezza di quel futuro che si era immaginata.

Ci si confronta oggi, con i danni di una società e un’umanità concentrata sempre e solo nel presente, che “non progetta il futuro e non ha memoria del passato”.

Non mancano importanti spunti di riflessione relativi alla pandemia e alla tecnologia.

“Il rapporto in remoto”, recita la premessa del volume, “ha sostituito quello in presenza. “Assistiamo quotidianamente a una riduzione dei contatti fisici per la paura del contagio, nell’illusione che la smart city e la tecnologia risolveranno i problemi”.

Tutto ciò rischia di creare una cultura collettiva implicitamente narcotizzante, che alla fine non ci unisce, anzi ci rende ogni giorno più isolati”.

Si fa appello inoltre, alla Costituzione, intesa come bussola da non perdere, invitando a pensarla, non come ciò che ha smesso di essere attuale, ma che spesso non è attuata.

In una situazione che si mostra catastrofica infine, quale sarebbe l’unica risposta adatta per far fronte ai numerosi disastri che si manifestano?

Il testo è un invito ad accogliere una prospettiva ambientale, riflettendo sul suo rapporto con il profitto. Si vuol far comprendere infatti, l’urgenza di “un’economia che rispetti l’uomo e il pianeta; che includa; che sia al servizio del bene comune”.

Intorno a questi e altri temi verterà la presentazione del libro.

L’appuntamento in questione, come quelli a venire e quelli che hanno caratterizzato la scorsa estate, sono incontri dinamici che sanciscono un ritorno alla vita vera, fatta di momenti di svago e incontro, di piaceri e riflessioni.

 

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