PERSONAGGI E TRADIZIONI DELLA TUSCIA – ALFIO PANNEGA E IL SUO CARRETTO

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Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925,”dalla Caterina” (ma il vero nome era Giovanna), figura di popolana di cui ancor oggi in città si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974.

Dopo anni di studi in collegio, Alfio visse dapprima in una grotta poi in una casa con la madre fino alla sua scomparsa.

A scuola da bambino aveva imparato a conoscere Dante e l’Ariosto, ma fu lavorando “in mezzo ai butteri della Tolfa” che si appassionò maggiormente alla poesia, anche quella a braccio.
Alfio era povero, ma aveva una grande dignità e viveva raccogliendo cartoni.

La figura del “Poro Alfio” è rimasta nella storia e nel costume di Viterbo come simbolo di lotta pacifista per i diritti e di una povertà, elevata dalla dignità e nobiltà d’animo.

Tra pochi giorni, il 30 aprile, ricorrerà l’anniversario della scomparsa di Alfio Pannega, avvenuta nel 2010. Lo ricordano in molti ” ‘l poro Alfio”, che, con il suo carretto, girava per le vie di Viterbo, raccogliendo cartone e vecchi imballaggi. Ebbe una vita povera e travagliata e fece molti umili mestieri in campagna e in città.

Eppure lui, ultimo fra gli ultimi, con la sua dignità e la sua saggezza, fu per i viterbesi un maestro nella lotta in difesa dei diritti, della cultura (leggeva molto e sapeva la Divina Commedia a memoria), della libertà individuale.

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