PERSONAGGI E TRADIZIONI DELLA TUSCIA – I ragazzi di Piazza delle Erbe e “piazzacrispini”

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Viterbo – Il profumo del pane caldo si sentiva fino alla fontana di piazza delle Erbe.

Da circa 70 anni lo storico panificio Anselmi serviva pane, pizza, dolci nel cuore della Città dei Papi. Dal primo gennaio è chiuso.

Il volto di piazza delle Erbe, in questi anni, è profondamente mutato: oltre al panificio, hanno chiuso il bar, la tabaccheria, il giornalaio all’angolo.

La splendida piazza era il punto di ritrovo di tanti giovani, “quelli di piazza delle Erbe”, in concorrenza con i “piazzacrispini” della Viterbo bene, che sfoggiavano macchine più lussuose, capi firmati e casualchic.
Due piazze vicine, ma lontane: i due gruppi di giovani non si sono mai ben amalgamati e ancora oggi quei ragazzi, ormai cinquantenni e sessantenni, sono rimasti amici con le stesse persone, senza “fusioni”. Soltanto alcuni (pochi in verità) andavano dalle Erbe “in piazza” (come veniva brevemente chiamata piazza Crispi). Di Destra tendenzialmente i “piazzacrispini”, soprattutto quelli del muretto; di centro-sinistra generalmente i ragazzi di piazza delle Erbe. Anche il modo di parlare, la tipica calata viterbese, sembrava diversa nei due gruppi.
E, quando discutevano animatamente, risuonava: “Stai micione, amico del giaguaro, che te busso” oppure “A ragà mo’ a què je do du sardelle”.
A piazza Crispi i ragazzi arrivavano spesso con il motorino Sì o il Boxer della Piaggio, Vespe ultimo tipo e Vesponi, in due e senza casco, visto che non c’era l’obbligo. A piazza delle Erbe con il Ciao o la lambretta modificata.

A piazza Crispi si andava (e si va ancora) al bar di Massimone e Cludio a parlare di ragazze e vacanze in montagna, con i primi Moncler, le Tod’s e le Hogan: a piazza delle Erbe al bar di Mario a parlare di calcio e motori con i mocassini del mercato.

La sera poi i ragazzi di piazza delle Erbe prendevano le patatine al Pollo d’oro, un gelato da Chiodo o un pezzo di pizza al taglio al Corso, poi a ballare al Papillon, al Fire Cat a Bagnaia, all’Imperiale a Vetralla o ai Cigni. I “piazzacrispini”, dopo l’aperitivo, andavano al Raimbow o al Dulca’s.
Ora sui telefonini tutti scambiano video e messaggi a distanza, ordinano su internet, talvolta fanno una “vasca” al Corso. I genitori o i nonni dei ragazzi di oggi però ricordano sicuramente questi momenti della loro gioventù, forse con un po’ di nostalgia e mancherà loro anche quel profumo buono del pane di Anselmi.

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