PERSONAGGI E TRADIZIONI DELLA TUSCIA – IL DOTTOR GIORGIO SCHIRRIPA, NEUROPSICHIATRA INFANTILE

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Sedici anni fa se ne andava il Dottor Mauro Giorgio Schirripa, un medico straordinario, umano, sensibile. Una persona con un grande cuore. Ha lasciato un vuoto incolmabile, donando però un’eredità unica, una realtà che mai nessuno aveva creato prima nel nostro territorio.

Il Servizio di Neuropsichiatria Infantile, che dirigeva con i suoi validi collaboratori, le Associazioni Eta Beta, Sorrisi che Nuotano, la Cooperativa Gli Anni in Tasca sono gli importanti ricordi che ha lasciato e che, cgrazie ai presidenti Francesca Burla, Maurizio Casciani e Orlando Meloni, continuano a prendersi cura di molti ragazzi.

Tutti lo ricordano per la sua profonda attenzione e sensibilità, per la dolcezza dei modi, per le sue capacità professionali e organizzative fuori dal comune.
Una persona che ha lasciato a Viterbo e nella Tuscia un segno profondo di umanità, che si coglieva anche nel suo sguardo.

Schirripa ha svolto per anni l’attività di neuropsichiatra infantile intrattenendo rapporti sia con istituzioni che con le associazioni e adottando metodi innovativi per quanto riguarda la riabilitazione dei suoi giovani amici – pazienti.

Schirripa morì nel mese di gennaio di 16 anni fa, a 53 anni. Calabrese di Martone, si è specializzato in neuropsichiatria infantile presso l’università la Sapienza di Roma. E’ stato uno degli allievi prediletti di Giovanni Bollea.

E’ stato direttore dell’unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile della Asl di Viterbo e ha rivoluzionato il sistema di assistenza delle persone disabili mirando alla loro massima integrazione, evitando ogni forma di istituzionalizzazione soprattutto per quei ragazzi che presentano patologie definite “gravi”.

E’ stato docente di riabilitazione motoria e cognitiva del corso di psicologia alla facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Urbino «Carlo Bo».
insegnato nel corso per educatori professionali all’istituto “Progetto Uomo”, università Pontificia salesiana.

Nel campo della riabilitazione si è occupato in modo particolare di paralisi cerebrali infantili con ricerche sia a livello nazionale sia internazionale.

È stato il fondatore dell’associazione Eta Beta di Viterbo, che ha individuato percorsi assistenziali riabilitativi innovativi realizzati con iniziative teatrali, ludiche e sportive.

Particolare attenzione ha dedicato allo sviluppo in Italia del teatro integrato, attraverso la realizzazione di specifici laboratori, spettacoli, convegni, seminari e mostre, molto apprezzati e seguiti in particolare nelle scuole viterbesi.

Ha scritto un libro dal titolo “Caro Francesco”, una raccolta di lettere-fiaba, corredate da disegni, scritte dallo stesso Schirripa al figlio durante i suoi soggiorni all’estero.

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