PERSONAGGI E TRADIZIONI DELLA TUSCIA: IL “MARESCIALLO” DEI CARABINIERI

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Il Maresciallo dei Carabinieri è probabilmente la figura simbolo dell’Arma, il comandante di Stazione, l’interlocutore privilegiato della cittadinanza, un indiscusso punto di riferimento per gli abitanti della città in cui opera.

Il termine “Maresciallo” deriva dall’antico franco “mark-skalk” con il quale si designava in origine il capo delle scuderie reali, carica onorifica che assunse crescente importanza a partire dal secolo XII. In Francia in epoca napoleonica il termine maresciallo arrivò ad indicare il grado più alto dei comandanti militari (Maresciallo di Francia), significato che manteneva ancora nella Prima Guerra Mondiale. Anche nell’esercito sabaudo del XIII secolo il Maresciallo costituiva la più alta carica militare, dopo quella di capitano generale riservata al sovrano. Il termine si è sempre sviluppato “a cavallo” delle Alpi. Infatti, a inizio Ottocento, venne adottato nella Gendarmeria francese per indicare il sottufficiale incaricato in particolare degli alloggiamenti per la truppa. In seguito, da lì venne esteso alla Gendarmeria piemontese fino ad entrare, nel momento della fondazione nel 1814, nel primo schema organico del Corpo dei Carabinieri per designare il grado più elevato dei sottufficiali.

Un’ulteriore curiosità: il celebre “sceriffo” del mondo statunitense, dal Far West fino allo United States Marshals Service (USMS), colui che Hollywood consacra come “tutore della legge in città”, presente in tutti i piccoli centri, in inglese in realtà si chiama “marshal” (esiste anche lo “sheriff” ma ha compiti più burocratici). Il marshal era il tutore della legge della municipalità, e la sua giurisdizione si limitava ai confini cittadini. Wyatt Earp, Pat Garrett, “Bat” Masterson e molti degli uomini di legge più famosi del West erano marshals. Inoltre lo United States MarshalsService (USMS) è il corpo di polizia federale più antico degli Stati Uniti. Esso fu costituito nel 1789 da George Washington, in occasione della seduta iniziale del primo congresso della storia statunitense.

A Viterbo tanti sono i marescialli dei Carabinieri ricordati da tutti: da Catalfamo a Rubeca, da Cervelli a Stefanini fino ai marescialli più giovani ora in servizio.
È doveroso ricordare il maresciallo di Montefiascone Antonino Rubuano, che il giorno 11 agosto 1980 morì in servizio, vittima del terrorismo.

E come non ricordare il celebre maresciallo Rocca, Gigi Proietti, che “prestò servizio” nella Città dei Papi e, attraverso lo schermo televisivo, conquistò tutti gli italiani?
Il regista Giorgio Capitani e Proietti hanno saputo evidenziare nella fiction tutte le caratteristiche che un vero maresciallo dei Carabinieri dovrebbe avere: capacità investigativa, simpatia, carisma, generosità, prontezza. E quel fascino della divisa che non guasta mai.

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