PERSONAGGI E TRADIZIONI DELLA TUSCIA: IL PESCE DI SANT’ANDREA

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Viterbo- Pasticcerie, bar, supermercati hanno già esposto i famosi pesci di Sant’Andrea. Sono particolari prodotti artigianali, di cioccolato al latte o fondente, avvolti in colorata carta stagnola.

Nella notte fra il 29 e il 30 novembre di ogni anno, infatti, a Viterbo, in occasione della festa di Sant’Andrea, è tradizione regalare dei pesci di cioccolato ai bambini, ma anche agli adulti e, in particolare, alla propria fidanzata.
I bambini credono che sia il Santo a passare e lasciano per lui, sul davanzale della finestra, un mandarino, alcuni biscotti o del pane. Il pesce di Sant’Andrea si realizza fondendo il cioccolato e mettendolo in appositi stampi, grazie ai quali assume una forma ittica, di varie grandezze. All’interno, come nelle uova di Pasqua, si trova una sorpresa.

Sant’Andrea, cui è dedicato, era il fratello di Simon Pietro, il santo pescatore.
Inoltre, il pesce è stato uno dei simboli del cristianesimo da sempre.
San Pietro fu crocifisso a testa in giù, Sant’Andrea su una croce a forma di X, che fu chiamata appunto “croce di Sant’Andrea”.

La tradizione di donare il pesce di cioccolato è particolarmente sentita nell’antico quartiere di Pianoscarano, ove si trova la bellissima e storica chiesa di Sant’Andrea. Un tempo, il parroco era solito collocare i pesci di cioccolato nell’acquasantiera per i bimbi.

L’interno della chiesa ha subito profondi restauri nel 1902, anche se si è cercato sempre di serbare i caratteri architettonici originari
La parte più interessante dell’ edificio è la cripta. Essa crollò tra il cinque ed il seicento poichè, nel 1564, la parrocchia di S. Andrea, che sino ad allora era stata parrocchia unica del quartiere, fu incorporata alla cattedrale e la chiesa subì un progressivo abbandono.
Fu restaurata, insieme alla chiesa, nel 1902, dall’architetto viterbese Filippo Pincellotti.

La chiesa è di origine romanica, ne sono testimonianza il capanile a vela che sormonta la facciata, parti dell’abside e delle mura perimetrali. Presenta anche alcune caratteristiche tipiche delle costruzioni monastiche come il presbiterio rialzato da dieci gradini per dividere i monaci dal popolo.

Aspettando l’arrivo di Sant’Andrea, si potrebbe intanto far visita all’omonima bellissima chiesa.

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