PERSONAGGI E TRADIZIONI DELLA TUSCIA -PIERMARIA CECCHINI E LA SUA “VITA ABBASTANZA”…FRA CINEMA, TEATRO E SOLIDARIETÀ

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Una serata di beneficenza a favore del reparto Pediatria dell’ospedale Belcolle di Viterbo ieri, 19 novembre, presso la pizzeria da Saverio a San Martino al Cimino. Una serata per aiutare i bambini del reparto, nel giorno in cui Vetralla, Viterbo e l’Italia intera piangono la morte di un bimbo innocente ucciso con una coltellata alla gola. Una serata organizzata dal Rotary Club Viterbo e alla quale tanti amici – rotariani e non – hanno partecipato.

Protagonista della serata, oltre alla solidarietà, è stato Piermaria Cecchini, poliedrico attore e regista viterbese, che è da poco diventato direttore artistico del teatro San Giovanni Paolo II, nella parrocchia dei Santi Valentino e Ilario di Villanova.
Ha partecipato alla serata con il suo amico Maurizio Donsanti, con la sua dolce cagnolina e tanti amici viterbesi.
Tanti progetti per Piermaria: la regia di un film, la direzione artistica del teatro, corsi di Recitazione a Roma e a Viterbo, open day, spettacoli teatrali, un nuovo libro, il caffè letterario.

Il suo “Una vita abbastanza” non smette di incantare Viterbo e gli ospiti della serata. Un libro in cui la sua esistenza diventa anche la nostra.
Riconosciamo in Buffazzo, il posto del cuore descritto nel romanzo, la nostra città, luogo dell’anima. Fra i suoi vicoli, le sue strade e le piazze che ci hanno visto ragazzi e poi adulti, camminando con Piermaria nei sentieri del cuore, attraverso la sua, ripercorriamo la nostra storia, che non è forse come la avevamo immaginata da ragazzi.
Le immagini della quotidianità descritte dall’autore ci appartengono, così come il linguaggio familiare che usa mettendo a nudo l’anima, con quella semplicità e quell’autoironia che da sempre sono proprie del popolo viterbese.

Ha scelto Viterbo, la sua città. Ma non è riuscito a fingere nella sua opera: l’attore non interpreta se stesso, ma è se stesso.  La vita dà e toglie. Ma nelle foto, spesso in bianco e nero, del nostro e del suo percorso esistenziale, che Piermaria ha in parte percorso anche ieri sera, c’è il passato, ma anche il nostro futuro ancora da scrivere.

Per salire sul palcoscenico di un libro, in cui si parla della propria vita, ci vuole coraggio, autoironia. Tante volte, un’ autobiografia potrebbw trasformarsi in diario. Non è così nell’opera di Piemaria Cecchini. In questo romanzo, che è la prima parte di una ricca epopea esistenziale (Piermaria ha già in mente un “cofanetto” di tre libri) la sua vita diventa la parte di un tutto, memoria di cose semplici e genuine, che fanno battere il cuore.

La vita che Piermaria Cecchini ci racconta è un film: ogni ciak, inimmaginabile e imprevedibile, è formato da tante scene che tutti recitiamo così, a braccio, senza conoscerne il copione, con la tenacia e la caparbietà viterbese.
Una vita abbastanza… che ci fa ritrovare tutti sullo stesso palcoscenico, senza neanche accorgercene. Il presidente del Rotary club Viterbo l’avvocato Stefano Bianchini e la vulcanica Simona Tartaglia hanno presentato ieri l’attore che ha letto ai presenti alcune emozionanti pagine del suo libro.

Cresciuto a Viterbo, Piermaria Cecchini studia nella scuola teatrale di Luigi Squarzina, e, dopo una lunga gavetta teatrale, debutta nel film I miei primi quarant’anni, al fianco di Massimo Venturiello dove recitava anche Carol Alt.

L’ anno successivo è nel film Ad un passo dall’aurora al fianco di Adriana Russo. Nel 1989 ebbe un ruolo da coprotagonista nell’horror Massacre di Andrea Bianchi, sempre nello stesso anno partecipa come uno dei conduttori nel programma Stasera Lino al fianco di Heather Parisi e Lino Banfi.
E poi una vita “abbastanza” ricca di successi. Perfeziona la sua crescita professionale con anni di studio e sperimentazione fino ad approdare sulle scene dei più importanti teatri italiani. Partecipa a molte fiction.
È anche autore e regista. Firma numerosi lavori teatrali e cinematografici che hanno ottenuto riconoscimenti e premi.
Recita  con maestria in più di venti film.
Insegna inoltre recitazione e storia del teatro e del cinema in diverse accademie nazionali.
È testimonial della Birra Moretti.

Piermaria Cecchini è rimasto un sognatore, un uomo che ama raccontare e raccontarsi o, come gli piace definirsi, “un favolaio”. Ma state attenti a non scambiarlo per Giancarlo Giannini (c’è una certa somiglianza), altrimenti esce fuori tutta la sua viterbesità!

Appuntiamoci sull’agenda queste date:  5 e 6 dicembre, quando Piermaria Cecchini si racconterà attraverso i sogni, al teatro Caffeina prima, e al teatro San Giovanni Paolo II poi.

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